«Se Conte vuole pieni poteri come Salvini, io dico no». Lo afferma il leader di Iv Matteo Renzi in un’intervista al Pais, dicendosi pronto a far cadere il governo se il presidente del Consiglio non farà marcia indietro sulla cabina di regia per la gestione dei fondi europei. Alla domanda «è pronto a far cadere il governo se Conte non farà marcia indietro?», Renzi risponde: «Sì, perché questo non è un problema di posti, che pure mi hanno offerto. (…) Il meccanismo del dibattito sulle regole istituzionali non può essere compensato con un piccolo accordo».

Conte, prosegue Renzi, «sta viaggiando in contromano su un’autostrada», ma «se recupera la lucidità e frena su questa misura assurda, siamo pronti a ragionare sulla questione». Conte, afferma ancora il leader di Iv intervistato al telefono, è stato confermato presidente del Consiglio «dopo che, un anno e mezzo fa, avevamo fatto un’operazione in Parlamento contro Salvini». Il primo ministro, aggiunge Renzi, ha lavorato contro la pandemia, «e in alcune cose lo ha fatto meglio che in altre, ma non si può accettare che in nome dell’emergenza, 10 mesi dopo il suo inizio si arroghi tutti i poteri dello Stato per spendere questi 200 miliardi. Abbiamo rimosso Salvini per questo». Alla domanda se crede di avere in questo l’appoggio almeno di una parte del Pd e dell’opposizione, Renzi risponde: «Molti di quelli che in pubblico prendono le distanze da me, in privato riconoscono che le nostre critiche sono giuste e autentiche. Per questo spero che Conte si fermi»

Matteo Renzi, inoltre, in un’intervista al Messaggero assicura: «Non lavoro per la crisi di governo, lavoro per evitare la crisi del Paese». «Ci sono duecento miliardi di euro che appartengono ai nostri figli, che noi prendiamo in prestito aumentando il debito pubblico e che servono per il futuro dell’Italia. Non accetto che qualcuno voglia spenderli alla chetichella, senza passare dal Parlamento. E non accetto che qualcuno possa esautorare il governo con task force e poteri sostitutivi», ribadisce Renzi. «I Dpcm sono una discutibile risposta all’emergenza sanitaria. Inserire la governance del progetto di rilancio del Paese in un emendamento di bilancio che arriva in piena notte ai ministri è inaccettabile. Questa cosa si chiama scandalo», prosegue l’ex premier, che nel merito critica i nove miliardi per la sanità e i tre miliardi per il turismo: «Sono valutazioni fatte da persone che non hanno la minima idea di che cosa sia il Paese». Nel Pd «la pensano quasi tutti come me e come Delrio. Ma molti non hanno la forza e il coraggio di dirlo. L’importante è che il premier cominci ad ascoltarci. Lo dico innanzitutto nel suo interesse», evidenzia Renzi ribadendo di non essere interessato a poltrone: «Abbiamo due ministre e un sottosegretario pronti a dimettersi domattina», sottolinea il leader di Italia Viva, che smentisce la possibilità di entrare nella squadra di governo. Nell’intervista Renzi annuncia che la prossima settimana Italia Viva presenterà una proposta sui fondi Ue: «La governance deve arrivare dopo aver deciso su cosa mettiamo i soldi. Conte è partito alla rovescia, volendo prima dire chi li spenderà e solo dopo per far cosa. Per quanto riguarda le cose da fare, sanità e turismo sono due dossier da valorizzare».