ROMA – Con l’avvicinarsi della prima campanella, per molti studenti il ritorno sui banchi può essere accompagnato dal cosiddetto “back to school blues”, una forma di malinconia da rientro che, in alcuni casi, può trasformarsi in ansia. Nei bambini più piccoli il disagio può manifestarsi con difficoltà a separarsi dai genitori, mentre tra i ragazzi più grandi può emergere soprattutto come ansia legata al rendimento scolastico.

Secondo Chiara Cattaneo dell’Istituto Superiore di Sanità, si tratta generalmente di una fase di adattamento che può essere affrontata con alcuni accorgimenti. Tra i primi consigli c’è quello di ripristinare gradualmente le abitudini quotidiane prima dell’inizio delle lezioni: andare a letto e svegliarsi più presto, ridurre l’uso degli schermi soprattutto la sera e preparare insieme il materiale scolastico possono aiutare a rendere il rientro meno stressante.

Un ruolo importante è svolto anche dall’alimentazione e dal riposo. Pasti sani e regolari e un sonno adeguato possono contribuire a ridurre irritabilità, stress e difficoltà di concentrazione. L’ansia da rientro può infatti presentarsi non solo sul piano emotivo, ma anche attraverso sintomi fisici come mal di pancia, nausea, mal di testa, stanchezza, disturbi del sonno o scarso appetito.

In alcuni casi i ragazzi possono mostrare riluttanza a uscire di casa o tendenza a evitare le attività scolastiche. Per i più piccoli può essere utile familiarizzare in anticipo con il percorso casa-scuola e, quando possibile, con gli stessi ambienti scolastici. Ai genitori viene invece raccomandato di non trasmettere ai figli le proprie preoccupazioni, evitando domande insistenti e un eccessivo carico di attività extrascolastiche soprattutto nelle prime settimane.

Per gli studenti più grandi possono essere d’aiuto anche tecniche di respirazione lenta, la condivisione delle preoccupazioni con gli adulti e una buona pianificazione delle attività. Fondamentale, infine, mantenere aspettative realistiche e considerare i primi giorni come un naturale periodo di assestamento. L’Iss sottolinea inoltre l’importanza di una collaborazione costante tra scuola, famiglie, ragazzi e servizi del territorio, elemento essenziale per favorire il benessere scolastico.