Tra le riforme inserite nel Piano strutturale di bilancio che l’Italia presenterà all’Europa, spunta la revisione delle rendite catastali per gli immobili riqualificati grazie ai bonus edilizi. La proposta è stata annunciata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha illustrato il Piano in Parlamento, confermando la volontà di adottare misure prudenti per la stabilità dei conti pubblici.
La riforma catastale, un tema tradizionalmente delicato per il centrodestra, non mira a un aggiornamento generale dei valori catastali a prezzi di mercato, come richiesto in passato dalla Commissione europea. Piuttosto, prevede che chi ha beneficiato di fondi pubblici per riqualificare il proprio immobile debba aggiornare i dati catastali. Giorgetti ha precisato che si tratterà soprattutto di verificare che questa norma della precedente legge di bilancio sia stata rispettata.
Il Piano di bilancio italiano si propone di ottenere dall’Europa un allungamento del periodo di aggiustamento da 4 a 7 anni e prevede, oltre alla revisione catastale, tagli significativi alla spesa pubblica, escludendo però la sanità. L’obiettivo principale è ridurre il debito pubblico, in modo da uscire dalla procedura di deficit eccessivo entro il 2027.
Giorgetti ha confermato che sarà difficile raggiungere una crescita del PIL dell’1% nel 2024, come previsto inizialmente, a causa della revisione al ribasso delle stime da parte dell’Istat. Tuttavia, restano confermati gli obiettivi di crescita per il 2025 e il 2026. Il ministro ha rassicurato che non verranno introdotte nuove tasse, ma si punterà piuttosto a ridurre la spesa pubblica, mantenendo invariati i fondi per la sanità e attuando misure graduali sulle accise per evitare contraccolpi economici.
Sul fronte delle opposizioni, il Piano ha sollevato critiche. Il PD lo ha definito debole e generico, mentre il Movimento 5 Stelle ha accusato il governo di navigare “a fari spenti nella notte”. Nonostante questo, le entrate tributarie hanno registrato una crescita positiva nei primi otto mesi del 2024, con un incremento del 6,5%. Tuttavia, le prospettive economiche delle imprese restano cautamente negative, con peggioramenti nelle aspettative sulla domanda e sul prossimo trimestre, secondo la Banca d’Italia.










