Il governo italiano, guidato dalla premier Giorgia Meloni, ha approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge epocale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Il provvedimento prevede la distinzione tra giudici e pubblici ministeri, attuando il principio del processo accusatorio. Il Guardasigilli Carlo Nordio ha sottolineato l’importanza di differenziare il percorso di chi giudica da quello di chi accusa, rendendo omaggio a Giovanni Falcone e Giuliano Vassalli.

Un’altra novità significativa riguarda lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura (Csm) in due organismi distinti, i cui membri saranno nominati per sorteggio. Questa misura, frutto di una complessa mediazione politica, mira a contrastare la degenerazione correntizia tra le toghe e a ridurre l’influenza politica nelle nomine. Il ministro Nordio ha evidenziato che il nuovo sistema di sorteggio interrompe una serie di anomalie e scandalosi precedenti.

Il disegno di legge prevede anche l’istituzione dell’Alta corte, un nuovo organo disciplinare per i magistrati, composto da 15 membri, in parte sorteggiati e in parte nominati dal presidente della Repubblica. Tuttavia, la proposta di introdurre la discrezionalità dell’azione penale è stata esclusa dal testo, in risposta alle critiche dell’Associazione nazionale magistrati (Anm).

Il provvedimento è stato accolto con favore dalla maggioranza di governo, che vede in esso il rispetto di un impegno elettorale e una risposta alle attese di riforma della giustizia da oltre trent’anni. Forza Italia, in particolare, ha celebrato il risultato come il coronamento di un lungo impegno politico. Tuttavia, l’opposizione, inclusi Pd e Italia Viva, ha espresso forti critiche, temendo un colpo all’autonomia e all’indipendenza della magistratura.

Se il disegno di legge non otterrà i due terzi dei voti in Parlamento, sarà sottoposto a referendum popolare. Nonostante le critiche, il sottosegretario Alfredo Mantovano si è mostrato ottimista, sottolineando che il testo è aperto al contributo di tutto il Parlamento.

L’Anm ha annunciato una possibile mobilitazione, criticando la riforma come un tentativo di controllo politico sulla magistratura. Il presidente dell’Anm, Santalucia, ha evidenziato che la riforma appare punitiva nei confronti della magistratura ordinaria e ha annunciato l’eventualità di uno sciopero per contrastare il provvedimento.