ROMA- In un lungo confronto a Palazzo Chigi durato oltre tre ore, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, si è confrontata con i sindacati per discutere delle critiche norme pensionistiche previste nella manovra economica. La convocazione, precedentemente slittata a causa dello sciopero delle principali sigle sindacali al Nord, ha portato a dichiarazioni contrastanti da parte delle parti coinvolte.Dopo l’incontro, Cgil e Uil hanno confermato la loro mobilitazione, programmata per il prossimo venerdì nelle regioni del Sud. Maurizio Landini ha attaccato il governo, definendo la manovra “sbagliata”, mentre Pierpaolo Bombardieri ha criticato la supposta insensibilità alle proteste di piazza da parte del governo. Dall’altra parte, la Cisl di Luigi Sbarra ha apprezzato lo sforzo del governo e l’apertura al dialogo. Giorgia Meloni ha rassicurato che il governo è disposto a rivedere la stretta sulle pensioni dei dipendenti pubblici, garantendo che gli assegni di vecchiaia non saranno toccati. Tuttavia, i dettagli delle modifiche non sono stati ancora definiti, e l’eliminazione della norma non è possibile a causa delle limitate risorse finanziarie.

L’impegno del governo è quello di “correggere e risolvere” la questione pensionistica. Tuttavia, i sindacati e le opposizioni chiedono lo stralcio della norma, sottolineando la sua onerosità. Il governo apre alla possibilità di modifiche, assicurando tutela per chi raggiunge i requisiti di vecchiaia e studiando ulteriori meccanismi di protezione, soprattutto nel comparto sanitario.

Prima della presentazione del maxi emendamento alla manovra, il governo deve definire il pacchetto di modifiche al decreto anticipi. Alcune proposte sono considerate onerose, ma il tentativo è quello di chiudere in tempo per la conferenza stampa di fine anno della premier, prevista per il 21 dicembre. Nel frattempo, il Senato deve affrontare le proteste delle opposizioni riguardo alle proposte governative, inclusa la richiesta di rispettare il Parlamento e approvare emendamenti ordinamentali proposti dai senatori.