Da Roberto Torretti, riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore,
mi rivolgo a Lei per chiedere che venga dato risalto al fatto più importante che la recente sentenza di colpevolezza per l’omicidio di mio nipote Luca Sacchi, ha messo in evidenza. Come Lei saprà sicuramente, due anni fa c’è stata la più grande tragedia che abbia colpito la nostra famiglia, Luca è stato strappato all’amore dei genitori e di tuttti noi familiari, mi creda Direttore, un ragazzo d’oro che sarebbe diventato un uomo speciale, un imprenditore di successo e un padre esemplare. Ma tutto questo gli è stato negato da un colpo di pistola alla testa per difendere una donna che di certo non voleva il suo bene. Ebbene, a questo immenso dolore si è aggiunto un altro orribile fatto.

La stampa, i media, hanno scritto nei mesi successivi che non poteva essere estraneo alla compravendita di droga e quindi al litigio che ha comportato la sua morte. Ipotesi che hanno gettato un manto di infamia sulla sua persona e la vergogna nei cuori dei genitori e di noi familiari. Una macchia, quegli articoli e quelle insinuazioni che difficilmente spariranno dalla mente della gente che li ha letti o sentiti raccontare e Lei sa che la calunnia è un venticello, spira a brezza leggera ma và lontano.

Quindi sono a pregarLa con questa mia lettera scritta di cuore, a evidenziare sul Suo giornale che la recente sentenza ha condannato gli assassini di Luca e dimostrato la completa estraneità di mio nipote dalla trattativa e dalla volontà di acquistare droga.Per favore, metta in risalto la verità e riabiliti la persona di Luca Sacchi che ha perso la vita per un atto di coraggio per quella che credeva un’aggressione, ridia un po’ di pace e di conforto ai suoi straziati genitori e noi parenti tutti.

Lo zio Roberto Torretti