Sebastiano Capurso, presidente Anaste

 

SCENARI/ La preoccupazione degli aderenti al Patto per un nuovo welfare sulla non
autosufficienza

Di Giulio Terzi
La preoccupazione, fondatissima, è che l’iter parlamentare della legge delega sulla non
autosufficienza oggi bloccato dalla crisi di governo si cristallizzi. Il mondo delle Rsa non
può permettersi di ricominciare tutto da capo. L’assemblea periodica delle associazioni
aderenti al Patto per un nuovo welfare organizzazione che raccoglie le associazioni di
utenti, operatori, gestori di servizi e strutture per la non autosufficienza, coordinata dal
prof. Cristiano Gori dell’Università di Trento ha messo in fila i problemi auspicando una
rapida ripresa del percorso di approvazione, che sarebbe possibile in relazione al legame
della legge con le attività del PNRR, quindi nell’ambito delle azioni consentite anche in
regime di disbrigo degli affari correnti. La possibilità di aggirare l’ostacolo in via del tutto
teorica dunque c’è, ma serve un pressing (anche mediatico) insistente per tenere vivo e
aperto il discorso. L’appello inviato dal Patto alla Presidenza del Consiglio ed ai Ministeri
competenti ha avuto un riscontro? Il prof. Gori si è detto ottimista, gli interlocutori si
si sono dimostrati ricettivi alle proposte contenute nel documento. Ma certo è della
massima importanza spingere per arrivare alla approvazione della Legge delega da parte
del Governo, in modo che tutto il lavoro di mediazione e ricomposizione delle diverse
istanze ed aspettative, già effettuato in questi mesi, anche con il consistente apporto del
Patto, non vada perso, e non si sia costretti, appunto, nella prossima legislatura, a
ricominciare dall’inizio.
La situazione che oggi vive il settore è di assoluta precarietà, i servizi sono in affanno e le
soluzioni che sembravano prossime, sembrano allontanarsi in relazione alla crisi politica.
La legge di riforma sostanzialmente riflette la posizione del Patto, soprattutto per quanto
riguarda lo SNAA (sistema integrato nazionale popolazione anziana non autosufficiente),
che va a comprendere in un unico sistema tutti gli interventi dei diversi enti, e la
valutazione multidimensionale Unificata, per rendere compatibili e confrontabili i sistemi di
valutazione dei bisogni e realizzazione degli interventi, onde garantire a tutti i cittadini
uguali diritti a ricevere i servizi necessari.
Dalla teoria alla pratica. C’è una occasione da sfruttare, quella delle settimane che ci
separano dall’appuntamento elettorale. Gli oltre tre milioni di italiani non autosufficienti e i
loro familiari rappresentato un bacino di voti importante sul quale lavorare in chiave di
consenso. I candidati, gli schieramenti, possono essere impegnati dalle associazioni
aderenti al Patto ad una strategia dell’attenzione, ad un interesse che si traduca in atti
concreti. Il presidente di Anaste, dott. Sebastiano Capurso, è sceso nel pratico osservando
come, nella imminente campagna elettorale, sia importante che il Patto esprima
chiaramente le proposte ai diversi partiti, richiedendo impegni precisi per la rapida
conclusione dell’iter legislativo relativo alla legge delega, l’immediato avvio del lavoro sui decreti attuativi e per il reperimento delle risorse economiche necessarie alla attuazione
della riforma stessa. Servono mosse immediate, incontri, sollecitazioni di ogni tipo e
insieme proposte concrete e realizzabili. I partiti devono essere chiamati ad impegnarsi per garantire agli anziani non autosufficienti azioni, personale e risorse, per assicurare loro
una assistenza conforme alle loro necessità, elemento imprescindibile di civiltà, meglio se
secondo le indicazioni suggerite dagli esperti del patto.