Salari, il Governo cerca delle soluzioni quali anticipare già dall’estate almeno un primo step di taglio del cuneo, da consolidare in autunno con la manovra.

Ma senza ricorrere a uno scostamento, come ha riferito il premier Mario Draghi anche all’Ocse, in quanto bisogna “proteggere” i cittadini dai contraccolpi economici della guerra in Ucraina e delle sanzioni alla Russia. Per sostenere, quindi, il potere di acquisto e i salari dalla corsa dei prezzi, il Governo ha previsto un intervento,  che potrebbe arrivare a luglio, quando si esaurirà gran parte delle misure messe in campo finora contro i rincari. L’idea sarebbe quella di archiviare il prima possibile “la fase dei bonus” e delle misure una tantum, per passare, se ci saranno i margini, a una risposta strutturale.  Del resto serviranno importanti risorse anche per calmierare i costi di benzina e bollette . Draghi vorrebbe ottenere una risposta europea, che riguardi almeno prestiti a tassi ridotti in tempi di spread in risalita. Un taglio del cuneo ha trovato in queste settimane il favore di quasi tutte le forze politiche.