La capitale rallenta e si abitua al pre-lockdown, meno gente in giro, traffico scarso. Affari a picco ma misure sostanzialmente rispettate e i ristoratori si arrangiano. Il buco nero dei tamponi spariti e dei referti in ritardo

Di Paolo Dordit

I numeri della pandemia preoccupano, e preoccupa anche lo spettro del Lockdown totale che incombe sulla capitale.  I romani si abituano a tutto e hanno una eccezionale capacità di sopportazione, la città rallenta e si abitua a un clima di pre-lockdown, rispetta le regole, si autolimita per evitare guai peggiori. In sostanza è più disciplinata di quanto si potesse immaginare, assembramenti quasi spariti, niente eccessi. C’è meno gente in giro, e la mascherina è quasi per tutti di rigore. Anche il traffico è molto più scarso rispetto alle settimane precedenti, i bus sono semivuoti e resta confusa la situazione della metropolitana. Lo scorso week end la chiusura di certe aree e il controllo delle forze dell’ordine ha determinato un maggiore ordine anche se restano alcuni punti interrogativi. Le bancarelle che riducono gli spazi e favoriscono in certe strade gli affollamenti (vedi Cola di Rienzo) godono di particolari privilegi? O è solo un problema di sciatteria?  Qualcuno se lo chiede, i vigili allargano le braccia.
Tutti si sforzano, insomma. Sperando che serva.  I commercianti lamentano il crollo degli affari ma non li ascolta più nessuno, la botta della chiusura dei centri commerciali nel week end si è sentita parecchio, i ristoratori risolvono come possono e l’abilità imprenditoriale e la qualità del prodotto quasi sempre fanno la differenza. Insomma Roma  attende, sospesa, gli sviluppi della situazione e intanto si arrangia, facendo finta di non sentire le ambulanze che sfrecciano con impressionante continuità. Perché si può far finta di niente finchè non si è coinvolti direttamente o indirettamente nella emergenza sanitaria. Ci sono le ambulanze in fila davanti ai Pronto Soccorso, le astanterie affollate, le barelle accatastate e le mille storie che circolano sui social. La tensione, su questo fronte, è alta, altissima. Tutta la sanità diventa Covid, ci sono gli hotel covid ma non basta. E poi c’è il buco nero dei tamponi spariti e dei referti in ritardo, uno scandalo di proporzioni gigantesche per l’effetto immediato sulla popolazione.  Il sistema non regge e fa fatica a riorganizzarsi, nessuno ci aveva pensato prima. Nessuno sembra saper bene cosa fare. E la gente questo lo percepisce