Era accusato di corruzione e peculato assieme a un ex consigliere comunale. Il manager, oggi dirigente dell’Ama,  era al centro di una confusa vicenda giudiziaria che vedeva coinvolti anche alcuni imprenditori. Anche per loro decadono le accuse

 

“Sono e sono sempre stato un galantuomo. E per questo voglio essere ricordato”. Vitaliano De Salazar, ex manager della Asl Roma 3 e in passato di altre Aziende sanitarie locali del Lazio (ora dirigente dell’Ama) è stato assolto con formula piena dalla accusa di corruzione e di peculato., in sostanza uno scambio di favori all’interno della Asl. Con lui l’ex consigliere comunale, Michele Baldi.  Decadono le accuse di corruzione e peculato anche per gli imprenditori sanitari Giulio Gravina, Simonetta Garofalo e Maurizio Pigozzi. Finisce così una brutta storia iniziata nel 2019 e che è rimasta a lungo a galleggiare nei corridoi del Palazzo di Giustizia e per la quale De Salazar si dimise immediatamente dal suo incarico alla Asl Roma 3. Una storia che lo ha profondamente segnato. Si è  parlato di buoni carburante, auto, vacanze e servizi di vigilanza totalmente gratuiti in cambio dell’assegnazione di contratti di appalto. Un giro di scambio ben collaudato di cui, secondo gli inquirenti era intermediario Michele Baldi, ex consigliere regionale con la lista civica Zingaretti, ex consigliere comunale Fi ed ex, componente del cda dell’AS Roma. Baldi, secondo l’accusa, gestiva i contatti tra Vitaliano De Salazar e gli imprenditori sanitari. Il sistema di corruzione che si sarebbe sostanziato in una serie di scambi di favori evidentemente non è stato provato e dimostrato. E’ finita con l’assoluzione per De Salazar e Baldi ( che avevano chiesto il rito abbreviato) e con il non luogo a procedere per gli altri indagati