E’ una lotta contro il tempo, il governatore Nicola Zingaretti è con la valigia in mano ma ha un paio di problemi da risolvere. Ci sono delle poltrone scoperte o “aggiornabili” ai  vertici della sanità laziale, perché lasciarle in bilico fino al dopo elezioni regionali, fino alla prossima primavera? Il risiko delle nomine è complicato, ma alcune mosse sono state fatte, come quella di spostare la dg di Viterbo, Daniela Donetti, al S.Andrea  e quella di confermare a Tivoli (in anticipo) Giorgio Santonocito. Ma ci sono decisioni importanti da prendere (o da sospendere). Chi può andare a Viterbo? E chi alla Asl Roma 1, dopo la repentina promozione di Angelo Tanese? Secondo i rumors nella Tuscia potrebbe andare Marina Cerimele, oggi Dg all’Ifo in un percorso lineare ma senza squilli. E sempre una casella scoperta rimane. Fuori regione ci sono dei manager che farebbero forse carte false per rientrare in gioco. Ma forse hanno fatto il loro tempo, rispetto alle vicende laziali, come Ferdinando Romano (dg in Abruzzo, difficile che Roma lo rivendichi), come l’inquieto Roberto Testa, scomodo per tutti come Isabella Mastrobuono, rinchiusa nel fortino altoatesino dopo la complicata esperienza calabrese. O come Vitaliano De Salazar,  manager della sanità di lungo corso, riabilitato pienamente dopo una vicenda che lo ha portato un paio d’anni fa a tirarsi fuori dai giochi. Oggi è disponibile e gli va reso l’onore della onestà e della professionalità. Un fuoriclasse in panchina, che prima o poi dovrà pur tornare in campo.