di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha illustrato le azioni intraprese per migliorare il sistema sanitario regionale, con un focus particolare su Viterbo. Rocca ha spiegato che la situazione sanitaria nella regione era critica, con un piano sanitario inesistente e 1,2 miliardi di euro non utilizzati correttamente dal 2017, di cui 600 milioni programmati male e 600 milioni inutilizzati. Per questo motivo, è stato necessario rivedere completamente il piano e dedicare 350 milioni di euro alla messa a norma antincendio e antisismica delle strutture ospedaliere.

L’importanza di queste misure è stata tragicamente confermata da un incendio all’ospedale di Tivoli, che ha causato la morte di tre persone. Rocca ha sottolineato l’impegno per mettere in sicurezza gli ospedali e migliorare i macchinari. Tra poco sarà inaugurato il nosocomio viterbese, che sarà rinominato Ospedale Santa Rosa, e sono in corso lavori di ristrutturazione del pronto soccorso e di altri ospedali nella provincia di Viterbo. Inoltre, nei prossimi mesi, saranno assunti 700 nuovi medici e infermieri per la provincia.

Rocca ha parlato anche del debito sanitario regionale, che ammonta a 22 miliardi di euro, e ha evidenziato come l’amministrazione stia lavorando per ridurre i costi e migliorare i servizi. Un programma straordinario di nuove assunzioni e stabilizzazioni porterà a circa 6500 nuove assunzioni e 2500 stabilizzazioni entro la fine del 2025, aumentando il personale sanitario a 62 mila unità.

Per affrontare il problema delle liste d’attesa, sono stati prolungati gli orari per TAC, risonanze e altri esami diagnostici, ora disponibili anche nei fine settimana. Rocca ha criticato l’aumento della spesa sanitaria verso il privato durante gli ultimi cinque anni della giunta Zingaretti, sottolineando la necessità di garantire che i pazienti anziani trovino posti letto adeguati e riducendo i tempi di attesa nei pronto soccorso.

Infine, Rocca ha evidenziato l’importanza di digitalizzare il sistema sanitario e di avviare sperimentazioni per l’assistenza domiciliare agli anziani già dal secondo semestre di quest’anno. Ha concluso con una riflessione sul ruolo del volontariato e la necessità di risanare la fiducia dei giovani nella politica, smettendo di polarizzare e cercando di coinvolgere le persone nella costruzione di una comunità più solidale e responsabile.