di WANDA CHERUBINI-

VITERBO – Una serata di festa, tradizione e profonda partecipazione popolare ha accompagnato, domenica 30 agosto, l’undicesimo Trasporto della Mini Macchina di Santa Rosa nel quartiere di Santa Barbara. Per il secondo anno consecutivo protagonista è stata “Rosa Virtutis”, portata sulle spalle da oltre ottanta minifacchini lungo un percorso di oltre 900 metri.

Alta circa 11 metri e del peso di cinque quintali, la Mini Macchina ha illuminato le strade del quartiere tra due ali di folla, applausi e incoraggiamenti rivolti ai piccoli facchini, autentici protagonisti di una tradizione che a Santa Barbara continua a crescere e a coinvolgere centinaia di famiglie.

La giornata era iniziata in mattinata con la Santa Messa e la consegna dei tradizionali ciuffi e delle spallette. Nel pomeriggio il ritrovo nella palestra parrocchiale e, alle 17, il corteo per le vie del quartiere, fino ad arrivare al momento più atteso delle 21.

Prima del tradizionale “Sollevate e fermi”, Angelo Gabriele Montava, allievo dell’artista Laura Leo, ha interpretato il brano “Rosa vive con noi”. Sono quindi stati consegnati alcuni riconoscimenti alle autorità e ai rappresentanti delle forze dell’ordine presenti alla manifestazione.

Tra le novità più suggestive dell’edizione 2026, la partecipazione della fiaccolata storica dei nobili, con una cinquantina di figuranti in abiti d’epoca realizzati con grande cura dalle donne della parrocchia. Ad aprire la sfilata la figura di Santa Rosa, protagonista della rievocazione del miracolo delle rose, uno degli episodi più conosciuti legati alla tradizione della Patrona viterbese.

“Rosa Virtutis”, ideata da Michele Telari e realizzata dai fratelli Mancinelli e da Luca Occhialini, ha così attraversato il cuore di Santa Barbara portando un messaggio di pace, speranza, solidarietà e appartenenza alla comunità.

Per Gianni Bertoccini si è trattato del primo Trasporto nel ruolo di capofacchino, dopo aver raccolto il testimone da Diego Terzoli, calorosamente ringraziato per l’impegno profuso negli anni. Bertoccini, da circa dieci anni all’interno del comitato, ha vissuto con particolare emozione l’esordio alla guida dei giovani facchini.

Santa Barbara, con oltre 15mila abitanti, volle fortemente undici anni fa una propria Mini Macchina. Da allora il Trasporto è diventato uno dei momenti identitari più importanti del quartiere, capace di unire generazioni diverse nel nome di Santa Rosa.

Alla serata hanno preso parte il presidente del comitato Daniele Paiolo, il capofacchino Gianni Bertoccini, il vice capofacchino e vicepresidente Lucio Giuliobello e il parroco don Claudio Sperapani, guida spirituale e legale rappresentante del comitato.

Momenti particolarmente commoventi sono stati quelli dedicati alle tradizionali girate. Una è stata riservata alla memoria di don Ivo Bruni, sacerdote scomparso nelle ultime ore e molto amato dalla comunità, mentre un’altra è stata dedicata a Nello Pompei, facchino di Santa Rosa anch’egli recentemente scomparso.

Numerose le autorità presenti. Tra queste il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza, la sindaca Chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e il capofacchino del Sodalizio Luigi Aspromonte, oltre ai rappresentanti dei comitati delle Mini Macchine del centro storico e del Pilastro.

Proprio Aspromonte, rivolgendosi ai minifacchini, ha sottolineato il valore dell’undicesimo Trasporto: non soltanto un numero, ma la dimostrazione della continuità di una tradizione capace di tramandarsi nel tempo. “Non portate soltanto una Mini Macchina – ha ricordato – ma una parte della nostra storia”.

Il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini ha rivolto un augurio al nuovo capofacchino e soprattutto ai ragazzi, ricordando come una parte significativa dei Facchini di Santa Rosa provenga proprio dall’esperienza maturata nelle Mini Macchine. Un percorso che insegna sacrificio, collaborazione e senso di appartenenza, sintetizzato nell’ormai celebre richiamo a “forza, fede e volontà”.

Il presidente della Provincia Alessandro Romoli ha ringraziato il comitato e le famiglie per il lavoro svolto con i giovani. La Mini Macchina, ha evidenziato, rappresenta una vera e propria palestra di vita, capace di insegnare solidarietà, condivisione e capacità di fare gruppo nel nome di Santa Rosa.

La vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna ha ricordato anche l’esperienza che ha permesso di portare una rappresentanza del quartiere e della tradizione viterbese a Bruxelles, contribuendo a far conoscere non soltanto la Macchina di Santa Rosa, ma anche il mondo dei piccoli facchini. Sberna ha inoltre ringraziato don Claudio Sperapani per avere contribuito, undici anni fa, alla nascita di questa esperienza nel quartiere.

Il consigliere regionale Daniele Sabatini, portando i saluti del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, ha ribadito il sostegno alle tradizioni locali e ricordato l’opera di divulgazione del culto di Santa Rosa anche in occasione di incontri internazionali dedicati alle comunità che venerano la Santa nel mondo.

Parole di incoraggiamento sono arrivate anche dalla sindaca Chiara Frontini, che ha ricordato ai ragazzi il valore del “passaporto” ricevuto dalla città e la responsabilità di essere custodi di una tradizione che un giorno potrebbe portarli a diventare Facchini della Macchina di Santa Rosa. “La città è orgogliosa di voi – ha sottolineato – perché portate la Macchina sulle spalle e Rosina nel cuore”.

Prima della benedizione, il vescovo Orazio Francesco Piazza ha ricordato l’importanza di una Chiesa presente tra le persone e capace di condividerne gioie e preoccupazioni. Un pensiero particolare è stato rivolto a don Ivo Bruni e alle famiglie che hanno accompagnato i ragazzi nella preparazione al Trasporto.

Monsignor Piazza ha inoltre richiamato il significato delle quattro virtù cardinali rappresentate alla base di “Rosa Virtutis”: fortezza, giustizia, prudenza e temperanza, invitando a non considerare soltanto la forza fisica necessaria per il Trasporto, ma anche i valori che ne costituiscono il significato più profondo.

Il presidente del comitato Daniele Paiolo ha quindi rinnovato il ringraziamento all’ex capofacchino Diego Terzoli, mentre don Claudio Sperapani ha ricordato la dedica del Trasporto anche alla comunità di Viterbo, in Colombia, colpita dal terremoto.

Ad accompagnare la serata e a renderla ancora più suggestiva sono stati inoltre la Banda musicale di Latera, le Sbandieratrici e il Gruppo storico Città di Viterbo.

Con il Trasporto di Santa Barbara si avvia verso la conclusione il calendario dedicato ai piccoli cavalieri di Santa Rosa. Il prossimo e ultimo appuntamento è previsto per martedì 1 settembre, quando sarà la Mini Macchina del centro storico a percorrere e illuminare le vie del cuore di Viterbo.