Le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè arrivano al termine di una giornata di forte tensione politica, segnata da pressioni interne alla maggioranza e dagli attacchi delle opposizioni. Dopo l’invito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni a fare un passo indietro per “sensibilità istituzionale”, la ministra ha annunciato in serata la sua decisione, affidandola a una lettera in cui scrive “obbedisco”, rivendicando però la correttezza del proprio operato e sottolineando l’assenza di condanne nel suo certificato penale.

Santanchè ha spiegato di aver inizialmente resistito all’ipotesi di dimissioni immediate per non essere indicata come capro espiatorio di una sconfitta politica, ribadendo di essere pronta ad assumersi le proprie responsabilità, ma non quelle altrui. Il gesto è stato accolto con sostegno da esponenti della maggioranza, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa e il capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan, che hanno parlato di un atto di responsabilità volto a tutelare la coesione del centrodestra.

Durissime, invece, le reazioni delle opposizioni, che definiscono le dimissioni tardive. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte accusa direttamente la premier, mentre dal Partito Democratico Chiara Braga sottolinea come siano stati necessari milioni di voti contrari al referendum per arrivare a questo esito. Critiche anche da Italia Viva e Più Europa, che parlano di un governo in difficoltà.

La giornata parlamentare è stata segnata da un clima di scontro acceso, con la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti della ministra e un confronto serrato tra maggioranza e opposizione. In Aula non sono mancati momenti di forte tensione, mentre le dimissioni hanno provocato l’applauso dei gruppi di minoranza.

La vicenda si inserisce in un contesto politico già complesso, a pochi giorni dal referendum, e alimenta il dibattito sulla tenuta dell’esecutivo. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein parla apertamente di “crisi profonda”, mentre dal governo si respingono le accuse e si ribadisce la volontà di proseguire l’azione politica.