Un terremoto politico scuote la Sardegna all’inizio del 2025. Alessandra Todde, prima donna alla guida della Regione e leader di una coalizione di centrosinistra a trazione PD-M5S, rischia la decadenza meno di un anno dopo la sua elezione. La Corte d’Appello ha infatti dichiarato la sua decadenza come consigliera regionale, il che comporterebbe automaticamente la perdita della presidenza della Regione.
La decisione del Collegio regionale di garanzia elettorale si basa su presunte irregolarità nella gestione delle spese elettorali del Movimento 5 Stelle. Un’ordinanza ingiuntiva è stata notificata al Consiglio regionale, che ora dovrà fissare una data per discutere la questione. La governatrice, eletta con il 45,3% dei voti nel febbraio 2024, ha già annunciato che impugnerà la decisione. “Ho piena fiducia nella magistratura,” ha dichiarato Todde, assicurando che continuerà a lavorare nell’interesse dei cittadini sardi.
Antonio Satta, segretario dell’Unione Popolare Cristiana, ha espresso solidarietà alla governatrice, sottolineando l’importanza di chiarire la vicenda per garantire un governo stabile in Sardegna. Intanto, nel centrosinistra si cerca di mantenere compattezza, mentre il centrodestra osserva da vicino l’evoluzione della crisi.
Nonostante l’incertezza politica, Todde continua a guidare la giunta regionale, con la sanità al centro dell’agenda. Il tema, già oggetto di polemiche, è prioritario per il governo regionale, che lavora su una riforma ancora in fase di discussione. La commissione competente si riunirà l’8 gennaio, mentre il Consiglio regionale ha già approvato un esercizio provvisorio per il bilancio.
In caso di decadenza definitiva, la Sardegna potrebbe tornare alle urne, un evento che aggiungerebbe ulteriore instabilità alla Regione. Tuttavia, Todde rimane determinata: “Non essendo un provvedimento definitivo, continuerò serenamente a fare il mio lavoro.”










