Gaza – Nel quinto giorno di tregua a Gaza, Hamas ha liberato 10 ostaggi israeliani, in gran parte anziane del kibbutz di Nir Oz, insieme a due cittadini thailandesi. L’accordo prevede la scarcerazione di 30 detenuti palestinesi, di cui 15 donne e 15 minori. Questa pratica, già collaudata con l’approvazione dell’Occidente, sta attualmente subendo una proroga, ma l’estensione potrebbe essere in pericolo.

Secondo il Wall Street Journal, i principali mediatori, tra cui il capo della Cia William Burns e il capo del Mossad David Barnea, stanno lavorando a un accordo per consolidare una tregua più duratura o addirittura porre fine al conflitto. Tuttavia, Israele ha già dichiarato di non essere disposto a prolungare ulteriormente la tregua, in scadenza giovedì all’alba, oltre la prossima domenica, secondo fonti di Haaretz.

La tregua ha portato un certo sollievo alla popolazione civile di Gaza, ma la situazione è tesa, con tre ordigni telecomandati esplosi nel nord della Striscia. L’esercito israeliano ha segnalato che due di essi sono esplosi vicino all’ospedale Rantisi, violando il cessate il fuoco. Hamas ha accusato Israele di violare l’accordo, anche se l’incidente non ha avuto seguiti gravi.

I negoziatori stanno discutendo la possibilità di allargare l’accordo al rilascio di ostaggi uomini e militari israeliani in cambio di un maggior numero di palestinesi e di un cessate il fuoco a lungo termine. Nel frattempo, il capo della Cia, William Burns, sta facendo pressioni per il rilascio immediato degli ostaggi americani, mentre il segretario di Stato, Antony Blinken, è atteso nei prossimi giorni in Israele e in Cisgiordania per discutere delle questioni umanitarie e del diritto di Israele a difendersi.