L’inchiesta di Fanpage ha scatenato un terremoto all’interno di Gioventù Nazionale, il gruppo giovanile di Fratelli d’Italia (FdI). Nella seconda puntata dell’inchiesta, militanti della “squadra primavera” del partito di Giorgia Meloni sono stati filmati mentre facevano insulti antisemiti e razzisti, oltre a esaltare il nazismo.

Tra gli episodi più gravi, ci sono stati insulti e risate rivolti alla senatrice ebrea e meloniana Ester Mieli, prima accolta e poi denigrata dai giovani del partito. In seguito alla proiezione del video a Roma, le militanti Flaminia Pace ed Elisa Segnini hanno rassegnato le dimissioni. Le opposizioni hanno chiesto la chiusura di Gioventù Nazionale, definendola un’organizzazione neofascista.

Flaminia Pace, segretaria di un circolo romano di Gioventù Nazionale, si è dimessa dal Consiglio Nazionale dei Giovani, un organo consultivo della presidenza del Consiglio, dopo che nel video rideva di Ester Mieli. Elisa Segnini, che si era definita “razzista e fascista”, ha lasciato il ruolo di capo della segreteria di Ylenja Lucaselli, capogruppo di FdI nella commissione Bilancio della Camera.

Il partito ha preso le distanze da queste affermazioni attraverso il presidente del Senato Ignazio La Russa e il presidente dei deputati Tommaso Foti, che ha affermato che “chi sbaglia paga”. Anche il ministro Guido Crosetto e il deputato Fabio Rampelli hanno chiesto provvedimenti immediati.

Le reazioni di condanna sono arrivate anche dal Partito Democratico per gli insulti rivolti alla segretaria Elly Schlein e da Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti, che ha sottolineato la necessità di combattere l’antisemitismo e ogni forma di violenza e odio razziale.