Il premier belga Alexander De Croo ha rivelato che la Russia ha avvicinato ed anche pagato eurodeputati per promuovere la sua propaganda. Queste affermazioni, riportate dai media belgi, sollevano gravi preoccupazioni riguardo all’integrità del Parlamento Europeo.

De Croo ha sottolineato una stretta collaborazione tra i servizi segreti belgi e cechi per smantellare una rete di propaganda russa. La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha confermato di essere a conoscenza delle accuse mosse nei confronti di Voice of Europe, un mezzo di disinformazione russo, e ha dichiarato che l’Eurocamera sta esaminando la veridicità delle accuse.

Questo scandalo ha scatenato una forte reazione da parte dei politici europei. Terry Reintke, capogruppo dei Verdi all’Eurocamera, ha condannato l’azione come un attacco diretto alla democrazia europea. Ha aggiunto che è fondamentale un’indagine approfondita per garantire che nessun candidato alle prossime elezioni europee sia influenzato dalla propaganda russa.

Anche l’eurodeputato verde Bas Eickhout ha espresso preoccupazione, sottolineando l’importanza di indagare rapidamente su questa questione. Chiede che le autorità competenti e la Presidenza del Parlamento Europeo agiscano immediatamente per far luce su questa vicenda.

Sandro Gozi, eurodeputato e segretario generale del Partito Democratico Europeo, ha evidenziato la gravità dell’accusa e ha chiesto un’azione tempestiva per preservare l’integrità delle istituzioni europee e delle elezioni imminenti del 2024.

Questo scandalo mette in discussione la fiducia dei cittadini europei nelle istituzioni e sottolinea l’importanza di proteggere la democrazia europea dall’influenza esterna.