L’arcivescovo Carlo Maria Viganò è stato ufficialmente scomunicato dalla Chiesa Cattolica per scisma. L’ex Sant’Uffizio ha riconosciuto Viganò colpevole di rifiutare l’autorità del Papa e la legittimità del Concilio Vaticano II, dichiarando la scomunica latae sententiae, automatica secondo il canone 1364 del diritto canonico. Solo il Papa potrà eventualmente rimuovere la scomunica.

Viganò, che non si è presentato al processo né ha nominato un avvocato difensore, ha dichiarato sui social di considerare le accuse un onore e ha criticato apertamente Papa Francesco e il Concilio Vaticano II. L’ex nunzio aveva già fatto notizia nel 2018 chiedendo le dimissioni del Papa e accusandolo di coprire abusi, accuse che si sono rivelate infondate.

La scomunica rappresenta un avvertimento per chiunque voglia seguire Viganò nella sua opposizione alla Chiesa guidata da Papa Francesco. L’arcivescovo, attualmente isolato, ha fondato un’associazione tradizionalista e continua a raccogliere supporto per la sua causa.