C’è una crisi generalizzata che coinvolge 40 sale teatrali ed oltre 200 schermi cinematografici presenti nella capitale. Le difficoltà in cui versa il settore, incalzato dalla concorrenza delle piattaforme streaming, si sommano a quelle legate agli effetti della pandemia. La crisi è così sentita che, come le rappresentanze del settore cinematografico e teatrale hanno già avuto modo di ricordare, il 40% delle strutture sono a rischio chiusura entro la prossima estate. Uno scenario che l’amministrazione capitolina vorrebbe scongiurare, per mantenere inalterato il livello dell’offerta culturale ed i posti di lavoro che queste realtà riescono a garantire.“Dietro ad un cinema e ad un teatro – ha ricordato Erica Battaglia, la presidente della commissione cultura di Roma Capitale – ci sono operatori economici e famiglie di lavoratori che devono essere tutelati e accompagnati nel cambiamento che le nostre abitudini hanno di fatto subito. Ma dietro ad un cinema e ad un teatro c’è anche l’idea di una città illuminata di eventi e persone e di una città quindi più sicura”. Per questo, l’amministrazione, ha deciso di promuovere una serie di provvedimenti.Come fare per evitare di restare, tra pochi mesi, con tante sale cinematografiche e teatrali chiuse, perdendo di conseguenza anche tanti posti di lavoro?  Per il Campidoglio va attivato avviato un confronto che preveda la partecipazione di regione Lazio ed i ministeri, che punti all’attivazione di una serie di misure. Dall’attivazione di sconti legati alla Mic Card alla promozione delle sale cinematografiche presso le scuole ed in centri anziani, operazione che sarebbe a carico del comune. Tra le misure previste anche quella di “avviare un percorso rapido che porti alla riapertura dei punti ristoro all’interno delle sale” visto che i punti di somministrazione di cibo e bevande, ad oggi, non hanno avuto ancora il via libera per la riapertura.