Nel contesto degli scontri avvenuti durante i cortei dello scorso venerdì, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha difeso le forze dell’ordine.

Piantedosi ha dichiarato che le immagini degli scontri hanno turbato anche lui e ha sottolineato l’importanza di condurre ogni verifica con puntualità, obiettività e trasparenza. Ha però respinto i “processi sommari alle forze di polizia”, sottolineando che esse garantiscono l’esercizio del diritto di riunione e manifestazione del pensiero a tutti in modo imparziale, senza coinvolgersi in polemiche politiche.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la carica a Pisa è stata lanciata per garantire l’incolumità degli agenti impegnati nell’ordine pubblico, dopo che i promotori delle manifestazioni si erano rifiutati di mediare con la questura.

Il ministro ha difeso il personale in divisa, mettendo in guardia dalla crescente aggressività nei loro confronti e attaccando l’opposizione, chiedendo scuse per gli errori commessi. Durante la sua relazione al Parlamento, Piantedosi ha informato che le indagini sono in corso sia da parte del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che dalla procura di Pisa, che ha aperto un’indagine contro ignoti.

Ha quindi ribadito che la stragrande maggioranza delle manifestazioni si è svolta in piena sicurezza e con la massima libertà di espressione, dimostrando l’impegno e la professionalità delle forze dell’ordine. Infine, ha lanciato un allarme sul crescente fermento tra le componenti studentesche degli antagonisti, sottolineando la necessità di rispettare il principio dello Stato di diritto.

Le dichiarazioni del ministro non sono state ben accolte dall’opposizione, che ha criticato la mancanza di solidarietà verso gli studenti feriti e ha ritenuto insufficienti le spiegazioni date. Tuttavia, la maggioranza ha difeso le forze dell’ordine, definendo pericoloso mettere in discussione il loro operato e sottolineando l’importanza di rispettare il lavoro svolto da migliaia di uomini e donne in divisa.