La discussione sul salario minimo ha raggiunto livelli di tensione elevati in Aula dopo l’approvazione in commissione Lavoro della delega al governo per una “equa retribuzione”. La proposta, inizialmente legata a un salario minimo di 9 euro lordi l’ora, ha subito una drastica trasformazione che ha portato alla ritirata delle firme da parte del centrosinistra unito.

Durante una seduta caratterizzata da toni accesi, il leader M5S, Giuseppe Conte, ha addirittura strappato il testo della nuova proposta in Aula. Nel frattempo, il governo sta elaborando soluzioni per i cittadini in vista della fine del mercato tutelato, con nuove norme sul mercato dell’energia elettrica approvate dal Consiglio dei ministri.

Nel dibattito parlamentare, il centrosinistra ha accusato la maggioranza di aver tradito l’idea originaria di un salario minimo, mentre il leader M5S ha dichiarato che la battaglia sarà vinta perché il Paese è con loro. Le tensioni hanno portato al ritiro delle firme, evidenziando disaccordi significativi all’interno della maggioranza.

Contestazioni reciproche hanno caratterizzato la situazione, con il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, accusando la proposta di bypassare il Parlamento e Iv (Italia Viva) lamentando una calpestazione dei diritti delle opposizioni. Anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha sollevato i temi dell’inoccupazione, bassi salari e precarietà durante una cerimonia ufficiale.

La questione del salario minimo ha ottenuto riscontri anche a livello europeo, con il commissario per il Lavoro Ue, Nicolas Schmit, dichiarando la necessità di un “salario dignitoso”. Tuttavia, le diverse interpretazioni della direttiva europea hanno alimentato ulteriori contrasti tra maggioranza e opposizione, con il centrodestra affermando di aver ottenuto una vittoria sulla questione del salario minimo. La situazione si complica ulteriormente con le scadenze europee sulla direttiva da recepire entro il 15 novembre 2024, che non obbliga gli Stati membri a introdurre un salario minimo legale se la formazione dei salari è garantita tramite contratti collettivi.