Il clima politico a Bari si surriscalda dopo il rifiuto del Movimento 5 Stelle (M5S) di partecipare alle primarie, a soli tre giorni dall’apertura dei gazebo. Le indagini su presunti casi di voto di scambio, la terza in breve tempo, hanno portato Giuseppe Conte e il candidato Michele Laforgia a ritirarsi, ritenendo che non ci fossero più le condizioni per continuare. Questo passo indietro ha acceso una disputa tra il Partito Democratico (Pd) e il Movimento, proprio quando sembrava che Bari potesse essere un laboratorio per un nuovo esperimento politico.
Il campo progressista, che include Sinistra Italiana, Verdi, Italia Viva e Azione, ora è in pericolo di disgregarsi. Le dichiarazioni di Conte, che ha accusato il Pd di mancanza di rispetto, hanno evidenziato le tensioni crescenti. Gli sforzi sono stati fatti per convincere i pentastellati ad azzerare le candidature di Laforgia e di Vito Leccese, ex capo gabinetto di Antonio Decaro, e trovare un candidato civico che potesse unire la coalizione. Tuttavia, questa strada sembra essere quasi impossibile sin dall’inizio.










