A poche settimane dalle elezioni, un vero e proprio terremoto agita il fronte dei sovranisti, con epicentro in Francia dove il Rassemblement National di Marine Le Pen annuncia la rottura con i tedeschi di AfD. Jordan Bardella, figura di spicco dei lepenisti, assicura che non faranno più parte dello stesso gruppo.

La frattura è stata innescata da un’intervista di Maximilian Krah, capolista di AfD, in cui si affermava che non tutte le SS possono essere considerate criminali di guerra. Tuttavia, la questione politica va oltre questa dichiarazione, con la Lega che sottolinea la piena sintonia tra Salvini e i lepenisti.

L’eventuale espulsione di AfD è stata considerata da fonti interne al gruppo Identità e Democrazia come una possibilità per superare il limite rappresentato dal partito tedesco, che è stato oggetto di critiche per le sue simpatie filo-naziste e filo-russe.

Questa rottura non sorprende del tutto a Bruxelles, poiché da mesi gli altri membri di Identità e Democrazia erano freddi verso AfD, considerando una condizione necessaria per rompere il cordone sanitario attuato finora separarsi da un movimento con simpatie considerate inaccettabili.

Le considerazioni tra i lepenisti riflettono il desiderio di avere maggiore influenza in Europa, il che li porta a prendere distanza da AfD. Tuttavia, l’apertura del PPE alle destre complica la situazione, con Ursula von der Leyen che ha escluso un dialogo con AfD e Viktor Orban.

Nonostante le divergenze, la Lega continua la sua campagna in chiave anti von der Leyen. La rottura di Le Pen e Salvini con AfD non dovrebbe compromettere la sopravvivenza del gruppo Identità e Democrazia, ma potrebbe influenzare gli equilibri politici comunitari dopo le elezioni.