Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sulla scuola, che introduce misure sull’integrazione degli studenti stranieri, sull’utilizzo di indumenti che coprono il volto e sul sostegno alle famiglie. Tra le principali novità figurano il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici e il limite del 30% per determinate categorie di studenti con cittadinanza non italiana nelle classi prime.
Il provvedimento vieta di partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza. Le violazioni potranno comportare una sanzione amministrativa compresa tra 200 e 1.000 euro; nel caso di studenti minorenni, la multa ricadrà sui genitori. Il divieto riguarda quindi non soltanto burqa e niqab, ma in generale ogni modalità che impedisca il riconoscimento del volto, fatte salve le eccezioni previste.
Un altro capitolo riguarda la conoscenza della lingua italiana. Quando le difficoltà linguistiche di uno studente possono incidere sull’integrazione e sul rendimento scolastico e anche la famiglia non conosce adeguatamente l’italiano, è prevista la frequenza di corsi gratuiti. La mancata partecipazione può comportare sanzioni da 200 a 1.000 euro. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha spiegato che l’obiettivo dichiarato dal governo è rafforzare la conoscenza dell’italiano come strumento di integrazione.
Il decreto introduce inoltre un tetto del 30% nelle classi prime. Nella scuola primaria il limite riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia oppure non abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Nelle secondarie di primo e secondo grado vengono invece considerati gli studenti che non abbiano completato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico nazionale. Sono comunque previste deroghe per particolari esigenze territoriali e familiari.
Per sostenere gli istituti che presentano una maggiore presenza di studenti con difficoltà linguistiche viene previsto anche un fondo da 17,5 milioni di euro destinato al potenziamento dell’italiano.
Nel pacchetto trovano spazio ulteriori interventi: nuove risorse per il contrasto al cyberbullismo, finanziamenti per rendere gratuiti o meno costosi i libri di testo per le famiglie con redditi più bassi e fondi destinati ai docenti tutor.
Il provvedimento ha immediatamente acceso il confronto politico e sindacale. Il governo sostiene che le misure siano finalizzate a favorire l’integrazione ed evitare un’eccessiva concentrazione di studenti con difficoltà linguistiche nelle stesse classi. Di segno opposto il giudizio della Flc Cgil e di alcune organizzazioni dei dirigenti scolastici, che contestano l’efficacia e l’applicabilità delle nuove norme e chiedono maggiore attenzione ai problemi del precariato, degli stipendi e dell’organizzazione delle scuole.










