Dai dati contenuti nell’indagine “I giovani ai tempi del Coronavirus”, condotta da Ipsos per Save the Children su un campione di adolescenti tra i 14 e i 18 anni, emerge un campanello d’allarme sul rischio di dispersione scolastica.Il 28% degli studenti dichiara che almeno un loro compagno di classe dal lockdown di questa primavera a oggi ha smesso di frequentare le lezioni.  Un fenomeno, quello delle assenze prolungate che è, di fatto, l’anticamera della dispersione. Save the Children stima che circa 34mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado potrebbero aggiungersi a fine anno ai dispersi della scuola. Secondo gli adolescenti intervistati, tra le cause principali delle assenze dalla Dad, c’è la difficoltà delle connessioni e la fatica a concentrarsi nel seguire la didattica dietro uno schermo. Inoltre guardando alle assenze nell’ultimo mese, la stragrande maggioranza (86%) ha fatto 1 o 2 assenze ma 1 ragazzo su 14 (7%) ne ha collezionate 5 o più di 5.  Il 46% degli studenti ritengono si tratti di “un anno sprecato”.  Il 65% è convinto che sta pagando  in prima persona l’incapacità degli adulti di gestire la pandemia, il 43% si sente accusato dagli adulti di essere tra i principali diffusori del contagio, mentre il 42% ritiene ingiusto che agli adulti sia permesso di andare al lavoro, mentre ai giovani non è consentito di andare a scuola.I principali stati d’animo che questi ragazzi vivono sono la stanchezza (31%), l’incertezza (17%) e la preoccupazione (17%).

Anche la sfera della socialità risulta danneggiata.  Quasi 6 studenti su 10 (59%) dichiara che la propria capacità di socializzare ha subito ripercussioni negative e  il 52% degli intervistati sostiene che le proprie amicizie siano state messe alla prova. Per il 18% anche le relazioni con i propri familiari sono peggiorate. Passiamo alla salute. Il  24% ritiene che l’allontanamento da scuola stia avendo ripercussioni negative anche sul proprio stato di salute. Il 38% dichiara negativa l’esperienza della didattica a distanza, in quanto presenta delle difficoltà come la fatica a concentrarsi per seguire le lezioni online o dei problemi tecnici dovuti alla connessione internet/copertura di rete.Quanto al modo di fare lezione, oltre un terzo degli studenti, il 37%, afferma che la totalità dei propri insegnanti ha continuato a fare lezione allo stesso identico modo di prima senza rendersi conto che le modalità di apprendimento sono cambiata.