Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha emanato il decreto-legge contenente le nuove misure per la scuola, l’università e la ricerca e ha autorizzato la presentazione alle Camere del relativo disegno di legge di conversione.
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre, reca misure urgenti per il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, per l’attuazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per l’integrazione degli studenti stranieri e per il settore della formazione superiore e della ricerca.
Con l’emanazione da parte del Capo dello Stato si completa quindi il passaggio istituzionale precedente alla pubblicazione del decreto e all’avvio dell’iter parlamentare di conversione.
Tra le disposizioni più discusse figura quella sulla composizione delle classi.
A partire dall’anno scolastico 2027/2028, nelle classi prime della scuola primaria gli alunni con cittadinanza non italiana che non siano nati in Italia o che non abbiano frequentato almeno due anni della scuola dell’infanzia non potranno superare il 30% degli iscritti.
Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, il limite riguarderà invece gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni.
La norma, dunque, non applica automaticamente il tetto a tutti gli alunni con cittadinanza straniera, ma lo collega anche al percorso scolastico già svolto in Italia.
Nel caso in cui il numero delle iscrizioni non consenta di rispettare la soglia, saranno gli uffici scolastici territoriali a dover intervenire per distribuire gli studenti tra istituti vicini, salvaguardando per quanto possibile il principio di prossimità rispetto alla residenza delle famiglie.
Il decreto accompagna il limite numerico con interventi destinati al potenziamento delle competenze linguistiche.
Sono previste risorse per attività extracurricolari di rafforzamento dell’italiano rivolte agli studenti che presentano maggiori difficoltà linguistiche. Secondo la ricostruzione diffusa da TgLa7, lo stanziamento ammonta a 3,4 milioni di euro nel 2027 e a 14,1 milioni di euro l’anno dal 2028.
Il provvedimento prevede inoltre corsi gratuiti di lingua italiana attraverso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (Cpia) per alcuni genitori degli studenti che presentano gravi difficoltà linguistiche, nell’ambito di un più ampio programma di integrazione scolastica.
Tra le norme riportate nel testo figura anche il divieto di prendere parte alle attività curriculari ed extracurriculari con il volto coperto, salvo i casi giustificati da motivazioni sanitarie o di sicurezza.
La disposizione riguarda qualsiasi copertura che impedisca il riconoscimento della persona. Secondo quanto riportato da TgLa7, le violazioni potranno comportare una sanzione amministrativa compresa tra 200 e 1.000 euro e, nel caso di minorenni, la responsabilità ricadrà sul genitore.
Una parte consistente del decreto è dedicata alla conclusione degli interventi finanziati attraverso il Pnrr.
Il Governo ha previsto un incremento delle risorse per il personale impegnato nelle attività conclusive del Piano e la proroga del gruppo incaricato di supportare le istituzioni scolastiche.
Per gli interventi di edilizia scolastica finanziati con fondi Pnrr e non ancora terminati continueranno inoltre a essere applicate, fino al completamento dei lavori, le procedure semplificate e i poteri commissariali assegnati a sindaci, presidenti delle Province e delle Città metropolitane.
L’obiettivo è consentire la conclusione dei cantieri e degli investimenti ancora aperti senza interrompere gli strumenti straordinari utilizzati nella fase di attuazione del Piano.
Un’altra novità riguarda la denominazione degli istituti superiori.
Secondo il testo approvato dal Consiglio dei ministri, gli istituti tecnici assumeranno la denominazione di licei tecnologici, mentre gli istituti professionali diventeranno licei professionali.
La modifica sarà accompagnata da una revisione del monte ore e da un rafforzamento della filiera formativa tecnologico-professionale. Per il 2027 viene infatti incrementato il fondo destinato ai campus collegati a questo sistema formativo.
La nuova denominazione rappresenta uno degli interventi più significativi sul secondo ciclo d’istruzione contenuti nel decreto e sarà ora oggetto dell’esame parlamentare durante la conversione.
Il provvedimento interviene anche sul reclutamento nella pubblica amministrazione.
Viene prorogata fino al 2028 la possibilità per le amministrazioni pubbliche di assumere a tempo determinato giovani laureati e, nei settori dell’informatica e delle tecnologie della comunicazione, anche diplomati degli ITS Academy privi di laurea.
Le assunzioni potranno avvenire entro determinati limiti delle facoltà assunzionali: il 10% per i giovani laureati e il 15% per i diplomati ITS nei settori tecnologici. Per Regioni ed enti locali continuerà invece ad applicarsi la quota del 20%.
Per i diplomati ITS sono inoltre previsti percorsi formativi che potranno successivamente consentire, una volta raggiunti i requisiti richiesti, l’inquadramento a tempo indeterminato.
Il decreto contiene infine una serie di interventi dedicati all’università e alla ricerca.
Vengono stanziati 9,5 milioni di euro per il 2026 per sostenere la partecipazione italiana ai partenariati europei di ricerca e innovazione del programma Horizon Europe e per progetti coerenti con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa.
Viene inoltre modificata la disciplina degli incarichi di ricerca: il limite dei sei anni trascorsi dal conseguimento della laurea non sarà applicato ai titolari di progetti finanziati nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie per le reti dottorali.
Per il personale tecnico-amministrativo delle università statali vengono infine confermati 50 milioni di euro annui, destinati all’incremento delle componenti del trattamento economico fondamentale diverse dallo stipendio.
Con l’emanazione del decreto da parte di Mattarella, il provvedimento entra nella fase parlamentare.
Camera e Senato dovranno esaminare il disegno di legge di conversione e potranno intervenire sul testo attraverso gli emendamenti previsti dall’iter legislativo.
Il decreto mette insieme interventi molto diversi tra loro: dall’organizzazione delle classi all’integrazione linguistica, dall’attuazione del Pnrr alla trasformazione degli istituti tecnici e professionali, fino alle misure per università, ricerca e pubblica amministrazione.
Sarà quindi il confronto parlamentare a stabilire la formulazione definitiva di un pacchetto destinato a incidere su diversi settori del sistema italiano dell’istruzione e della formazione.










