ROMA – Con la settimana che prende il via domani entra nel vivo il nuovo anno scolastico, che coinvolgerà circa 8 milioni di studenti in tutta Italia fino al prossimo giugno.

Il ritorno in classe è avvenuto in modo scaglionato. Le prime lezioni sono riprese il 7 settembre a Bolzano, mentre il 10 settembre è toccato a Veneto, Valle d’Aosta e provincia di Trento. Da domani riapriranno le scuole in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Lombardia.

Martedì 15 settembre sarà invece la volta di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il giorno successivo toccherà ad Abruzzo, Basilicata e Sardegna, mentre la Puglia chiuderà il calendario delle riaperture giovedì 17 settembre. In alcuni territori, tuttavia, alcuni sindaci hanno disposto rinvii di pochi giorni a causa delle temperature ancora elevate.

Secondo il Ministero dell’Istruzione, l’anno scolastico parte con una situazione dell’organico sensibilmente rafforzata. Sono state effettuate 37.430 immissioni in ruolo tra docenti su posto comune, sostegno e insegnanti di religione cattolica. Coperta anche la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118 mila posti.

Sono stati inoltre confermati, su richiesta delle famiglie, 55.814 supplenti sul sostegno, quasi 10 mila in più rispetto allo scorso anno scolastico. A questi numeri si aggiungono l’assunzione di 342 dirigenti scolastici e le procedure in corso per l’ingresso di 12.284 unità di personale Ata.

Più critica, invece, la lettura dei sindacati, secondo i quali il numero complessivo dei precari supererebbe ancora le 200 mila unità. A pesare anche il caro vita, che spingerebbe molti supplenti provenienti dal Sud e dal Centro Italia a rinunciare a incarichi o immissioni in ruolo nelle regioni settentrionali.

Restano inoltre aperte le questioni legate alla sicurezza degli edifici scolastici. Secondo Cittadinanzattiva, tra settembre 2025 e agosto 2026 si sono verificati 68 crolli nelle scuole italiane, con 12 persone ferite.

Il 44% degli edifici scolastici si trova inoltre in territori ad elevata sismicità, il 19% in aree a pericolosità idraulica e oltre 5 mila strutture sorgono in zone a rischio frana. Sul fronte climatico, solo il 7,4% delle scuole dispone di sistemi di condizionamento o ventilazione.

Particolarmente significativo anche il dato relativo all’agibilità: oltre la metà degli edifici scolastici italiani, circa 23 mila, non dispone del relativo certificato. Forti le differenze territoriali: in Valle d’Aosta la percentuale di edifici certificati sfiora l’88%, mentre nel Lazio resta sotto il 13%.

A completare il quadro c’è infine il problema dell’amianto: secondo le stime Inail, potrebbero essere oltre 14 mila gli edifici scolastici potenzialmente a rischio sul territorio nazionale.

Il nuovo anno scolastico riparte dunque con milioni di studenti nuovamente tra i banchi, ma anche con diverse criticità ancora da affrontare, dal precariato alla sicurezza delle strutture.