Ogni tanto una pausa del rigore, dalla tensione, dall’analisi puntigliosa e dal sarcasmo possiamo anche prendercela. Non si può sempre prendere la politica di punta. E allora sorridiamo insieme di fronte a un siparietto visto e vissuto alla Camera nei giorni scorsi.  Ne potremmo anche trarre qualche lezione. Dunque l’aula è convocata per l’ora X, ma la seduta è rinviata di venti minuti per il ritardo (comunicato) della premier. Nel clima deteriorato della politica di questi tempi tutto fa brodo, anche un ritardo del presidente del Consiglio può essere oggetto di polemica e di denuncia. Ci pensa un veterano del palcoscenico capitolino, Roberto Giachetti, già consigliere comunale, già candidato sindaco, protagonista di proteste pubbliche e di scioperi della fame. Ora è un deputato di Italia Viva.  Chiede la parola, si alza e dice: “Sono in quest’aula da parecchi anni, qualcuno dice anche troppi, e non mi era mai capitato che l’aula, convocata alle 9.30, fosse rinviata alle 9.50 per l’assenza del presidente del Consiglio. E’ come essere trattati come camerieri, non è solo un problema di educazione ma di rapporti istituzionali. Magari qualche collega della destra dirà che è colpa della sinistra perché c’era traffico”. Un intervento inutile che Giachetti poteva risparmiarsi e che nulla aggiunge al dibattito politico corrente. E’ veramente esagerato creare un caso per un ritardo di pochi minuti, soprattutto se il ritardatario è Giorgia Meloni, presidente del Consiglio in un momento delicatissimo e chiamata a delle comunicazioni in aula in vista del Consiglio europeo. Di problemi da gestire Giorgia ne ha anche troppi e porla sul piano della scortesia istituzionale è veramente imbarazzante. Ma Giachetti lo ha denunciato pubblicamente alla assemblea di Montecitorio e la premier, appena accomodatasi sullo scranno che le compete, non ha perso l’occasione per replicare con pizzico di ironia e con una puntura di spillo politica. “Mi scuso con il collega Giachetti e con l’Aula perché sono stata io a chiedere di rinviare la discussione per un motivo oggettivo di traffico che non avevo previsto”, ha risposto al deputato dell’opposizione. “ “E non ho detto che è colpa di Gualtieri. poi ognuno trarrà le sue conclusioni”.

Secca, rapida, efficace. Così anche il sindaco con la sua incapacità di governare il traffico cittadino è servito. Bisogna ammettere che la Meloni si comporta con disinvoltura e grande capacità di autocontrollo. Lucida e diretta. Se Giachetti e un politico di lungo corso anche lei di politica ne ha masticata parecchia. Non usa il fioretto e colpisce duro di spada. Un nuovo modo di gestire i rapporti. Avrà anche le sue ansie, le sue incertezze, le sue crisi di panico segrete per l’immane compito che l’attende e che si è scelta. Ma non lo dà a vedere.  E si sposta con disinvoltura da Bruxelles a Montecitorio, dal supervertice internazionale alla assemblea di Confindustria come se questo lavoro lo facesse da sempre. Complimenti.