SCENARI/ A chi il ministero dopo Speranza? C’è la fila

 

Matteo Bassetti si rende disponibile, ma i politici di professione difficilmente molleranno l’osso: tra le fila dei vincitori  fremono Licia Ronzulli, Francesco Rocca, Luca Coletto. E per un posto da sottosegretario qualcuno candida Francesco Vaia. Camici bianchi in movimento, eletto in Senato il virologo Crisanti (Pd), bocciato in Puglia Lo Palco.

Di Giulio Terzi

 

Una buona fetta di italiani guarda con sollievo l’uscita di scena del ministro Speranza e dei suoi collaboratori. E’ stato immanente per oltre due anni, ha condizionato tutto e tutti. Difficile dire se ha fatto bene o male, ma si porta di certo grosse responsabilità sulle spalle. Non era mestiere suo e non verrà rimpianto. E nemmeno i suoi collaboratori  e comunicatori – tutti ideologicamente schierati – verranno rimpianti Ora si volta pagina. Quello della Salute è un ministero chiave, fa gola a tutti, ma comporta grosse responsabilità. C’è la coda e i vincitori hanno un pacchetto di nomi di discreto interesse, alcuni anche competenti. Nessuno discuterebbe Letizia Moratti, oggi vicepresidente e assessore alla Sanità della Lombardia. Ha il profilo giusto ma ha già espresso la sua indisponibilità. Si è candidato invece – indirettamente -il virologo “televisivo” di punta, Matteo Bassetti. Ha appeal e competenza.  Ma non basta. Ci vuole anche una capacità di manovra e di gestione.
E che dire di Francesco Rocca, una carriera in sanità, oggi presidente della Croce Rossa? In fila si fanno i nomi di Licia Ronzulli, di Luca Coletto. Non è troppo presto per ragionarci sopra, meno di quattro settimane al via. Sarà difficile per gli sherpa del centro destra smontare il giocattolo tecnico-politico-mediatico del Ministero. Prima di lasciare Speranza ha piazzato alcuni fedelissimi, nell’ultimo anno diversi esperti politicamente segnati sono andati ad occupare posti di responsabilità nell’organigramma.
Se epurazione ci sarà non sarà facile né indolore. Ma bisogna fare spazio ai tecnici dell’area dei vincitori. Non meno quotati e competenti, per altro. Il presidente dell’Aifa Giorgio Palù, ad esempio. Francesco Vaia, direttore generale dello Spallanzani e tra i personaggi televisivi più amati dagli italiani aspetta in disparte una chiamata. Arriverà? Giusto per la cronaca va detto che i camici bianchi che hanno imperversato in Tv in questi anni hanno sorti diverse.  Il pugliese Lo Palco, che ha avuto anche la ventura di trovarsi assessore alla sanità, è stato bocciato dagli elettori; il virologo Crisanti, una delle cassandre ai tempi magri della pandemia è invece stato eletto in Senato nelle file del Pd.Il “nuovo” ministero della Salute dovrà anche attrezzarsi per comunicare meglio con il popolo italiano. In sanità la comunicazione ha un ruolo chiave che la passata gestione ha spesso maltrattato.