Senza candidati 5s e Calenda, sarà ‘assaggio’ per il ballottaggio

Domenica e lunedì a Roma non si voterà solo per le comunali ma anche per le elezioni suppletive, che – al netto del risultato del primo turno – potrebbero essere un ‘assaggio’ del ballottaggio per il Campidoglio. Al collegio della Camera di Primavalle, vinto nel 2018 dalla pentastellata Emanuela Del Re (poi nominata rappresentate della Ue per il Sahel), sono tre i candidati principali: Pasquale Calzetta, per il centrodestra, Andrea Casu, per il centrosinistra, e l’outsider Luca Palamara che potrebbe attingere un po’ ovunque.

Mancano i referenti del M5s e di Carlo Calenda, che ‘naturalmente’, senza indicazioni di partito, potrebbero appoggiare l’uno o l’altro pretendente al seggio. Il collegio, oltre 100mila elettori, comprende una serie di quartieri periferici tra cui Primavalle, Casalotti e Pisana. Sei in corsa, anche Giampaolo Bocci di Italexit, Danilo Ballanti del Partito Comunista e Giovanni Antonio Cocco per il cartello Rinascimento-Ple.

La questione, seppur locale, è sotto i riflettori dei principali partiti proprio per le sue peculiarità. Al ballottaggio – in assenza di apparentamenti (come ad esempio tra Pd ed M5s), sarà l’elettorato a sancire la riuscita di una coalizione o di un’altra. Lo stesso elettorato di periferia, che dopo aver eletto alla precedente tornata una parlamentare dei 5 stelle, ora dovrà scegliere il suo sostituto senza il Movimento in corsa. Sceglierà il candidato del centro sinistra, il segretario romano dem Andrea Casu? Oppure l’ex magistrato Luca Palamara? O, ancora, l’uomo del centrodestra, ex minisindaco dell’Eur, Pasquale Calzetta? Chi vive il territorio, in questi giorni, ha difficoltà a fare pronostici anche per l’incognita Palamara, che sta conducendo la sua campagna elettorale con molta grinta e quindi con risultati imponderabili. Ma di certo il risultato della terza scheda (oltre a quella del Comune e quella del Municipio) non sarà indifferente. In primis, perché le elezioni di Roma si vincono in periferia – e dunque anche a Primavalle – e poi anche perché il risultato delle comunali potrebbe tirarsi dietro nuove suppletive, nel collegio del centro storico. Qualora a trionfare fosse Roberto Gualtieri (eletto deputato nel 2020 con oltre il 60% dei consensi al posto di Paolo Gentiloni), si libererebbe infatti il suo seggio. Ed, allora, si aprirebbero diversi scenari: stando a voci di corridoio, potrebbe scendere in campo – nell’ottica di un’alleanza Pd-M5s – addirittura Giuseppe Conte, che però ha già smentito, oppure si potrebbe fare avanti il governatore dem Nicola Zingaretti. Ma ora davanti c’è il primo turno, una partita tutt’altro che scontata, a sentire i vari comitati elettorali, il cui esito contribuirà a definire a le prossime strategie politiche nazionali.