Il Senato ha approvato con 95 sì, 68 no e un astenuto il decreto contenente misure aggiuntive per l’applicazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), suscitando mille polemiche e allontanando sempre di più la maggioranza dall’opposizione.
Il provvedimento, già approvato dalla Camera il 18 aprile, è diventato legge nonostante un acceso dibattito in Aula, soprattutto su alcune misure contestate come quella relativa all’ingresso delle associazioni Pro-Vita nell’organizzazione dei Consultori. Secondo alcune senatrici, questa misura rappresenta un “attacco bello e buono” alla legge e una concessione agli “antiabortisti”, alimentando così le critiche.
Anche la norma che garantisce uno stipendio a Renato Brunetta come presidente del Cnel ha sollevato polemiche, con accuse di “ricompensa” da parte del M5S e di “marchettificio” da parte di Italia Viva. Il ministro Raffaele Fitto ha difeso il decreto sottolineando il confronto avvenuto in Europa e l’assenza di tagli alla sanità, ma l’opposizione ha continuato a criticare soprattutto i tempi ristretti concessi al Senato per esaminare il provvedimento.
Mentre il dibattito infuria, la ministra per il Turismo Daniela Santanché elogia una “riforma epocale per le guide turistiche” contenuta nel decreto, mentre il segretario della Cgil Maurizio Landini accusa il governo di un “disegno autoritario”, invitando alla mobilitazione.
Il dibattito al Senato si protrarrà fino al momento del voto, con difese e critiche che evidenziano le profonde divisioni sul decreto e sul Piano di Ripresa e Resilienza.










