VITERBO – Il Comando Provinciale Viterbo, nell’ambito di servizi programmati di monitoraggio del territorio della provincia, coordinati con la Sezione Aerea del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Pratica di Mare, finalizzati alla repressione degli illeciti di natura ambientale, scopriva in un’area periferica del comune di Nepi un sito di circa 10.000 mq. di terreno dedicato all’illecito stoccaggio di rifiuti, situato in prossimità di un corso d’acqua, su cui erano stati depositati ed in parte interrati circa 20 tonnellate di rifiuti di vari
a natura, tra cui materiali plastici, edili, inerti ed il prato sintetico di un campo da calcio dismesso.
Nelle adiacenze è stata riscontrata la presenza di un’opera edilizia abusiva consistente nella realizzazione, in assenza di specifico permesso, di un piazzale realizzato su di un terreno spianato, presumibilmente a mezzo degli escavatori ivi presenti, e successivamente ricoperto di breccia per l’allocazione di numerosi containers, alcuni dei quali pieni di rifiuti di vario genere.
Le indagini svolte dai militari della Guardia di Finanza di Civita Castellana hanno permesso di
accertare la responsabilità dell’illecito a carico di una società operante nel trasporto di materiali di scarto.
Il responsabile è stato segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per il reato consistente nell’attività di gestione non autorizzata di rifiuti, sanzionata dall’art 256 del Testo Unico sull’Ambiente, D.Lgs. 152/2006, nonché per l’abuso edilizio, regolamentato e sanzionato dagli articoli 3, 10, e 44 (intervento di nuova costruzione in assenza delle prescritte comunicazioni ed autorizzazioni) del D.P.R. 380/2001.
La responsabilità penale dell’indagato, tuttavia, sarà accertata solo all’esito del giudizio con sentenza penale irrevocabile. Nei confronti dello stesso vige, infatti, la presunzione di innocenza che l’articolo 27 della Costituzione garantisce ai cittadini fino a sentenza definitiva.