Di Ugo Quaranta

Inutile seguire le vicende dei singoli, le trattative gli accordi fatti e violati in 24 , i colpi proibiti. E’ troppo presto, tutto  è in divenire, un primo bilancio si potrà fare solo dopo la presentazione delle liste. Inutile anche farsi venire il mal di testa interpretando i sondaggi. Non sono attendibili e sia pure di poco, sono orientati. L’unico dato che si può considerare attendibile è quello secondo il quale un italiano su due, o giù di lì, non ha ancora deciso per chi votare. Ovvio, con il caos che ha di fronte….Le percentuali che finiscono sui giornali tutto sommato variano di poco, il quadro è piuttosto statico: Pd e Fdi sono più o meno sulla stessa linea, la Lega è staccata e il M5S è quarto in classifica ma molto distanziato. Tutto il resto è poca roba – Forza Italia, Azione -Più Europa, Sinistra Italiana-Verdi, Italia Viva, i partitini di centro – può fare la differenza solo se affiancato al partner giusto. C’è il problema dello sbarramento e insieme il gap di un parlamento con un terzo di seggi in meno disponibili.
Il problema vero è il secondo, sarà una estate elettorale con l’incubo degli scatoloni. Non se ne erano resi conto subito i grandi strateghi della politica. Con un paio di mosse avventate hanno fatto cadere un governo e hanno fatto a pezzi il sistema. Rimettere insieme i cocci non sarà facile, tanto è vero che pare Mattarella abbia pronta la soluzione di riserva, un Draghi-bis per permettere al premier uscente di finire quello che sta continuando a fare in questo periodo decisamente atipico sotto molti punti di vista.

Torniamo agli scatoloni. Con solo seicento seggi disponibili è ovvio che resterà a casa un sacco di gente. E pochi rinunciano a priori senza battere ciglio. Perfino i big dei diversi partiti sono a forte rischio e l’idea di avere ancora un paio di mesi di Parlamento a disposizione fa saltare i nervi a tutti. Chi si salverà? La necessità di fare coalizioni, alleanze ufficiali per avere probabilità di vincere (inutile pensare che il centro destra abbia già v into, che il resto del mondo della politica abbia come unico punto di coesione, come unico programma quello di impedire la  vittoria della destra) impone di dividere i seggi a disposizione con gli alleati. Scomodissimo, i seggi sicuri si contano sulle dita delle mani per tutti i playmaker della politica. Solo pochissimi i garantiti. Almeno sulla carta.