Si aggrava la situazione della siccità. Le regioni valutano la possibilità di ordinanze per razionare l’acqua al Nord, come il divieto di riempimento delle piscine e l’uso dell’acqua per i soli fabbisogni primari.

Il Governo è intenzionato a concedere i ristori alle aziende agricole, che rischiano di perdere importante del raccolto e a mettere a disposizione le risorse necessarie per far intervenire le autobotti laddove si dovessero seccare i rubinetti. Intanto l’Autorità di bacino del Po ha dichiarato, in proprio, l’allarme rosso. E la  Coldiretti lancia l’ennesimo allarme con il presidente Ettore Prandini: “Ogni anno in Italia si perde l’89% dell’acqua piovana e accanto a misure immediate per garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione, appare evidente l’urgenza di avviare un grande piano nazionale per gli invasi che Coldiretti propone da tempo”. Il presidente rilancia la necessità di una rete di piccoli invasi diffusi sul territorio, senza uso di cemento e in equilibrio con i territori, per conservare l’acqua e distribuirla quando serve ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione. Rassicurazioni da parte del sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Credo ci siano le condizioni per arrivare a dichiarare lo stato di emergenza. La preoccupazione delle Regioni è giustificata e il Governo condividerà un percorso con le Regioni. Dobbiamo sostenere il comparto agricolo, che non è solo produttivo ma vitale per il nostro Paese grazie al presidio e alla manutenzione del nostro territorio”.