Le violenze settarie scoppiate nel sud della Siria la scorsa settimana hanno costretto quasi 80.000 persone a fuggire dalle proprie case. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), che in una nota ha dichiarato che 79.339 persone sono state sfollate a partire dal 13 luglio, di cui oltre 20.000 solo nella giornata del 17 luglio.

Particolarmente critica la situazione a Sweida, dove i servizi essenziali come acqua, elettricità e telecomunicazioni sono collassati. La grave carenza di carburante ha inoltre paralizzato i trasporti e reso difficoltosi gli interventi di emergenza.

La crisi umanitaria nel sud della Siria si aggrava dunque rapidamente, mentre le Nazioni Unite sollecitano un accesso immediato per fornire assistenza alle popolazioni colpite.