Dopo Firenze, Roma, Pisa il progetto ha toccato la questura di Milano. Il Questore Francesco Tagliente ha richiamato il legame tra l’arte, il decoro degli uffici adibiti ad uffici di polizia e la sicurezza, ispirato dai famosi “nodi vinciani”  chiarendo che “così come l’ambiente urbano determina il comportamento sociale la sicurezza e il decoro degli ambienti di lavoro consentono di ridurre gli incidenti sul lavoro, altrettanto il decoro degli ambienti di lavoro degli operatori dell’Amministrazione della Pubblica sicurezza, soprattutto se adibiti alla ricezione del pubblico e delle denunce determina una maggiore produttività a beneficio  della sicurezza dei cittadini”

Si è conclusa, con un corale apprezzamento del progetto Skyline “Le citta di Leonardo”, la cerimonia inaugurale della 4° opera realizzata dall’Architetto -artista Oreste Ruggiero per la Questura di Milano. Oltre al mondo della cultura museale e dell’associazionismo anche il Capo della Polizia, Lamberto Giannini, ha manifestato l’auspicio che il progetto Skyline, che ha già interessato Firenze, Roma, Pisa e Milano, possa proseguire per arricchire anche altre Questure.

La cerimonia è iniziata con lo scoprimento dello Skyline Milano da parte del Questore Giuseppe Petronzi e l’Architetto ed artista Oreste Ruggiero preceduta da una breve introduzione del Prefetto Francesco Tagliente, moderatore dei lavori, che ha richiamato il legame tra l’arte, il decoro degli uffici adibiti ad uffici di polizia e la sicurezza, ispirato dai famosi “nodi vinciani”  chiarendo che “così come l’ambiente urbano determina il comportamento sociale (una lampadina accesa può avere la potenzialità di scoraggiare un furto) la sicurezza e il decoro degli ambienti di lavoro consentono di ridurre gli incidenti sul lavoro, altrettanto il decoro degli ambienti di lavoro degli operatori dell’Amministrazione della Pubblica sicurezza, soprattutto se adibiti alla ricezione del pubblico e delle denunce determina una maggiore produttività a beneficio  della sicurezza dei cittadini”.

Il Questore Petronzi ha poi sottolineato l’importanza di un contesto ambientale di decoro e, in questo caso, anche artistico, che può aiutare sia il cittadino sia gli operatori di polizia che vivono quotidianamente l’ambiente della Questura. Un contesto di maggiore decoro, dignità e al tempo stesso anche di sicurezza che chiude un circuito virtuoso di efficienza nella sicurezza. Un ulteriore tassello di un percorso identitario istituzioni-società civile caratterizzato dal costante rafforzamento di quelle politiche della sicurezza partecipata che, nel corso del tempo, ha via via saldato l’attività della Polizia alle migliori esperienze professionali e civiche del Paese

L’architetto urbanista Oreste Ruggiero invitato ad illustrare sul piano artistico gli Skyline, ha esordito che “a Firenze Leonardo si è formato stilisticamente alla bottega del Verrocchio e nell’intera città che ha maturato la sua filosofia; a Roma ha trovato, soffrendo, nuove energie per non sentirsi superato dal dinamismo di Michelangelo e Raffaello; a Pisa si è arreso con rispetto davanti alla Natura che non gli consentì la deviazione del fiume Arno. Ma è a Milano, con una permanenza continua di oltre venti anni, che si sono sviluppate in modo compiuto l’arte, la scienza ed è maturata la filosofia di Leonardo, facendo sintesi del personaggio così come è conosciuto e ammirato nel mondo, tanto da farlo definire “Uomo universale”.

“La città di Milano – ha aggiunto – ha infiniti elementi che la caratterizzano: l’essere da sempre, fino dal suo Duomo in stile gotico internazionale, città aperta al mondo; l’essere riferimento della creatività e della moda, della cultura, dell’arte, e non meno rappresentare il felice connubio fra tradizione e innovazione… Tutti questi elementi sono fusi ed espressi nell’opera Milano Skyline presso la Questura di Milano. Un’iniziativa d’intreccio fra arte, cultura e istituzioni promossa da Francesco Tagliente e accolta dal Questore di Milano Giuseppe Petronzi che ha condiviso la continuità del tema iniziato a Firenze “Luoghi pubblici e simboli delle città di appartenenza”. Spiegare un’opera da parte del proprio autore è sempre cosa non facile, ma al di là delle dimensioni che la caratterizzano di mt. 2,70 x 1,40 e della tecnica mista, l’auspicio è che con la linea, più che con i volumi pieni, la composizione riesca a illustrare quell’intreccio infinito di rapporti tra istituzioni e cittadini, tra pubblico e privato, che caratterizza la città di Milano e che l’artista ha voluto esaltare nel colore della modernità degli anni ’60: la luce ormai simbolo di un’epoca, multicolore, vitale e gioiosa delle insegne al neon”.

Ma quegli intrecci, e si ritorna a Leonardo – ha proseguito Oreste Ruggiero – sono anche presenti nella famosa Sala delle Asse del Castello Sforzesco e negli altrettanti famosi nodi simbolo dell’Accademia di Leonardo da Vinci, che diventarono subito moda per le decorazioni della Milano dell’epoca. Quindi suggestioni, emozioni e la presenza di Leonardo che non sovrasta altero, come nel monumento in Piazza della Scala ma si confonde, con i tratti della città, la sua Milano, e le è grato con gioia per quanto essa gli ha saputo offrire, e a noi di conseguenza attraverso la bellezza della sua arte e la profondità della sua filosofia. L’artista, in quest’opera, afferma che ha inteso evocare, anche attraverso la lezione di Leonardo e oltre la città, il rispetto della Natura come Maestra di ogni cosa al mondo e regola di riferimento universale. Non a caso ai lati dell’opera, che ne fanno parte come un trittico, sono posti due pannelli che rappresentano i filari di betulle che si aprivano ai viandanti per dare spazio, improvvisamente, al profilo e alle luci della città. La stessa visione che si aprì a Leonardo al suo arrivo a Milano, da Firenze, nel 1482, per rimanervi quasi venti anni e dove, lui, figlio di una serva o forse addirittura di una schiava, poté trovare finalmente la sua casa, la sua dimensione, il rispetto per la sua creatività e la fama. E forse anche, in quella città, Leonardo condivise una profonda affinità elettiva, per la cultura e la forza d’animo, con Isabella di Aragona; ma questo è un altro capitolo che porta a Napoli e non meno a Bari.” Ha concluso Oreste Ruggiero.

Oltre al Questore Petronzi e all’Autore dell’Opera alla presentazione dello Skyline Milano erano presenti il Prefetto di Milano Renato Saccone, il Prefetto di Pisa Maria Luisa D’Alessandro, la Direttrice del Polo Museale della Lombardia Emanuela Daffra, il Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni degli Amici dei Musei Italo Scaietta, tutti i Questori della Lombardia e i vertici delle specialità della Polizia di Stato e delle altre Forze di Polizia della Lombardia, i Prefetti Gianlorenzo Fiore e Gian Valerio Lombardi già Prefetto di Milano. Presenti anche Alberto Bellotti Generale dll’Arma dei Carabinieri a riposo Presidente sezione territoriale ANCRI Milano e Gianfranco Cicala consigliere nazionale ANCRI referente Lombardia.

Annunciando l’intervento della Direttrice Emanuela Daffra, il Prefetto Tagliente, moderatori dei lavori, richiamando il legame tra l’arte, il decoro degli uffici adibiti ad uffici di polizia e la sicurezza, ispirato dai famosi “nodi vinciani” e rivolgendosi alla Direttrice del Polo Museale ha detto di essere stato sempre convinto che “le istituzioni, e le persone che le incarnano e le rappresentano, debbano fare di tutto per valorizzare l’inestimabile patrimonio del nostro Paese. Ho sempre provato dolore e disagio di fronte a tanti uffici pubblici e monumenti in stato di degrado. Per questo – ha concluso – a Firenze e Roma come Questore e a Pisa da Prefetto, ho voluto affiancare ai miei doveri d’ufficio il personale impegno a lasciare in condizioni migliori di come l’avevo trovato il patrimonio che mi era stato affidato, a cominciare dalla conoscenza dei valori e dei simboli della nostra Repubblica che si aggiungono, senza mai offuscarle, alle radici storiche e culturali delle grandi e piccole comunità che compongono il grande affresco della penisola italiana.”

I nodi vinciani – che sono alla base delle opere di Ruggiero come simbolo di un messaggio ancora vivo proveniente direttamente da Leonardo e che Tagliente ha adottato a simbolo dell’intreccio-legame fra istituzioni e cittadino attraverso l’arte – sono stati poi richiamati, con un apprezzatissimo intervento dalla direttrice Daffa, per la loro presenza nella Sala delle Asse nel castello sforzesco di Milano.”

 

La Direttrice Emanuela Daffra sul tema del rapporto architettura e arte,  ha ricordato con dovizia l’attività di Leonardo “urbanista” a Milano nel progetto per il riordino del decoro, compositivo e sanitario della città, oltre alla citazione di varie opere quali la doppia versione della Vergine delle Rocce, la Dama con l’ermellino…

La Direttrice ha affermato anche che considera importante la filosofia che anima gli “Skyline – Le città di Leonardo” anche perché ci riconducono a quel progetto di Leonardo per la città di Milano, e che la qualità degli ambienti e il decoro delle città sono elementi di benessere e di identificazione positiva per tutti coloro che in quel luogo, in quelle città abitano o transitano. Infine ha aggiunto che trova essere molto importante ricordare in questo momento particolare il valore non tanto della bellezza ma della cultura come strumento di dialogo di confronto e di approfondimento.

Anche il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio Pisa e Livorno Valerio Tesi ha aperto il suo messaggio lodando l’iniziativa. “Abbiamo davvero bisogno di una permanente, diffusa e condivisa attenzione ai valori estetici ed etici del nostro ambiente – ha detto il soprintendente Tesi – abbiamo bisogno di gesti e disegni che promuovano la conoscenza e la valorizzazione della bellezza diffusa del nostro Paese. E sono davvero convinto che proporre sulle pareti della Questura di Milano la suggestiva interpretazione di Oreste Ruggiero delle tracce e dei segni leonardiani nel contemporaneo dinamismo delle città lombarda sia felice manifestazione di un ulteriore segmento di bellezza”.

Ha poi preso la parola Italo Scaietta Presidente della Federazione Italiana delle Associazioni Amici dei Musei  “La Federazione Italiana delle Associazioni Amici dei Musei – ha detto Italo Scaietta- è con piena convinzione che intende sostenere il progetto ‘Lo Skyline – Le città di Leonardo. Gli Amici dei Musei che rappresentano la prima forma di volontariato culturale organizzato nata al mondo, attraverso decine di Associazioni locali sparse sul territorio nazionale hanno la vocazione, fra le molteplici attività che svolgono, di avvicinare le persone all’arte.  Il progetto del Prefetto Tagliente è perfettamente aderente alla visione di valorizzazione e conoscenza del nostro patrimonio, che le nostre Associazioni ripetutamente sostengono e promuovono. Siamo molto onorati di poter sostenere con, una parte significativa della società civile organizzata, questa ulteriore e preziosa azione svolta nelle sedi istituzionali del nostro Paese”. Italo Scaietta è anche uno dei 4 Vice Presidenti della Federazione mondiale degli Amici dei Musei (WFFM) presenti nei quattro continenti con oltre 3 milioni di associati e nel suo ruolo è il presidente europeo della Federazione.  A Mantova Italo Scaietta

Il Prefetto di Pisa Maria Luisa D’Alessandro nel condividere con entusiasmo l’iniziativa ha ricordato che il patrimonio artistico e architettonico della Prefettura di  Pisa da un po’ di anni è ancora più ricco, grazie alle opere per il recupero di alcuni ambienti anche sul piano funzionale, l’Ufficio Territoriale del Governo ospitato nel Palazzo Medici, non disponeva di un ambiente idoneo ad accogliere tutte le riunioni con molti attori istituzionali , tanto che per alcune attività di particolare rilievo istituzionale con tutti i Sindaci e i vertici delle forze di Polizia  era necessario, di volta in volta, chiedere ospitalità ad altre Amministrazioni o Enti. Tuttavia uno spazio da poter utilizzare in Prefettura c’era: il loggiato che si affaccia sul giardino, dove erano stati accumulati gli arredi dichiarati fuori uso. “Oggi la Prefettura di Pisa grazie alla determinazione del Prefetto Tagliente e all’architetto Ruggiero dispone di bellissimo Auditorium ricavato dal porticato, finemente arricchito dalla scultura “Skyline Pisa” dove è possibile finalmente tenere ogni tipo di conferenza e di riunione”, ha concluso il Prefetto D’Alessandro annunciando anche la volontà di ampliare lo Skyline Pisa dedicando la parete lunga del loggiato a tutti i Comuni della provincia.

Il Questore di Firenze Maurizio Auriemma e il Questore di Roma Mario Della Cioppa parlando degli Skyline Firenze e Roma hanno sottolineato che le sale impreziosite dalle opere di Oreste Ruggiero sono state dedicate alle vittime del terrorismo Fausto Dionisi a Firenze e Prisco Palumbo a Roma. Una citazione significativa considerata la data della cerimonia (9 maggio) legata alla Giornata della memoria delle vittime del terrorismo.

Anche il Capo della Polizia- Direttore generale della Pubblica Sicurezza -Prefetto Lamberto Giannini, ha voluto manifestare grande attenzione al progetto.  “Gli interventi migliorativi delle condizioni di decoro, vivibilità ed accoglienza degli ambienti di lavoro, rappresentano un contributo importante per rafforzare la vicinanza delle Amministrazioni pubbliche ai cittadini. – ha detto il Capo della Polizia – È molto interessante l’intuizione di simboleggiare, con i famosi “nodi vinciani”, quell’idea di partenariato territoriale che l’Amministrazione della Pubblica sicurezza sta portando avanti da anni per migliorare la sicurezza di imprese e cittadini.” Mi auguro – ha concluso – che il progetto Skyline che ha già interessato Firenze, Roma e Pisa e Milano, possa proseguire per arricchire di opere Skyline le Sale di altre Questure.”