L’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS esprime soddisfazione e approvazione per il Piano Pandemico redatto dal Ministero della Salute.
L’Istituto, spiega il Direttore generale, dott. Angelo Aliquò, “È pronto a contribuire all’implementazione del Piano attraverso le competenze dei professionisti dell’INMI attivi nel campo della sorveglianza virologica e clinica”.
Per il direttore scientifico, dr. Enrico Girardi, e il direttore del Dipartimento clinico, dr. Andrea Antinori, “È un documento ben congegnato e articolato, in linea con le raccomandazioni internazionali e ha il merito principale di andare oltre la semplice visione
della pandemia influenzale allargando lo scenario a tutte le potenziali emergenze di malattie infettive respiratorie. La stessa sorveglianza è concepita in modo integrato attraverso un sistema di ricognizione delle strutture esistenti e un’implementazione e
articolazione dei vari aspetti della sorveglianza clinica, virologica, genomica. Nella stesura del piano si è fatto tesoro dell’esperienza accumulata negli anni della pandemia da COVID-19 includendo tutti i principali strumenti per le azioni di sanità pubblica, tra cui la
vaccinazione e gli interventi farmacologici, di cui sono ben definite le strategie di utilizzo e le conseguenti misure regolatorie. Gli interventi non-farmacologici di protezione della comunità, come gli interventi di mitigazione, sono concepiti in una logica di
escalation e de-escalation che tenga conto dell’andamento dei dati epidemiologici ma anche delle valutazioni rischio/beneficio e delle implicazioni sociali ed economiche. Un aspetto importante è che il Piano prevede un approccio multi-fasico alla gestione
pandemica che dà grande spazio alla fase interpandemica di prevenzione, preparazione e valutazione del rischio, modulando le misure e gli interventi di popolazione in rapporto agli aumenti ciclici dei casi, dei ricoveri e dei decessi in modo misurato, tenendo
conto delle necessità determinate dalle emergenze ma anche degli effetti collaterali sulla società. Importante inoltre il riferimento alla comunicazione del rischio e al coinvolgimento della comunità al fine di aumentare la partecipazione consapevole dei cittadini
alle misure di protezione”.










