Centinaia di persone si sono riunite a Squinzano, nel Salento, per dare l’ultimo saluto a Lorena Isceri, la 45enne uccisa a Firenze dall’ex compagno. Una comunità intera si è stretta attorno alla famiglia nella chiesa Maria Regina e sul sagrato, dove era stato allestito un maxischermo per consentire a tutti di seguire la cerimonia.
Alla funzione hanno partecipato familiari, amici, conoscenti, rappresentanti delle istituzioni e circa quaranta sindaci con la fascia tricolore. Davanti alla bara bianca, adornata con fiori rossi e una fotografia di Lorena, la madre Antonietta ha stretto tra le braccia l’orsacchiotto che aveva regalato alla figlia da bambina, mentre il padre Franco ha baciato il feretro e, al termine della messa, ha mostrato la fotografia della figlia tra lacrime e applausi.
La città si è colorata di rosso con drappi, fiocchi, fiori e palloncini. Gli amici hanno voluto ricordare Lorena con uno striscione dedicato alla donna e al legame con la sua strada e il suo quartiere.
Durante l’omelia, il parroco don Vanni Bisconti ha lanciato un forte messaggio contro la violenza e il possesso nelle relazioni, sottolineando la necessità di insegnare soprattutto ai giovani il rispetto del rifiuto e della libertà dell’altro. «L’amore non è controllo né possesso», il senso dell’appello rivolto alla comunità.
Anche il presidente della Regione Antonio Decaro è intervenuto sui social, ribadendo l’impegno contro la violenza sulle donne e chiedendo una maggiore educazione all’affettività e alla sessualità nelle scuole, affinché venga rafforzata la cultura del rispetto.
La partecipazione al lutto è arrivata anche da Firenze, città in cui Lorena è stata uccisa. In concomitanza con i funerali è stato osservato un minuto di raccoglimento, mentre diversi luoghi simbolici del capoluogo toscano saranno illuminati di rosso. A Squinzano, invece, alcuni edifici pubblici manterranno la stessa illuminazione per tutto il mese di settembre.
Proseguono intanto le indagini della Procura di Firenze. L’ex compagno Federico Vella, indicato come autore dell’omicidio, si è suicidato gettandosi dallo stesso cavalcavia dal quale avrebbe lanciato il corpo di Lorena. Gli inquirenti stanno valutando anche eventuali responsabilità o elementi collegati alla gestione delle sue condizioni psichiche.
Il funerale si è trasformato così non solo in un momento di dolore e raccoglimento, ma anche in un appello collettivo contro la violenza sulle donne e per una cultura fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla dignità delle persone.










