È scontro a distanza tra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il neo sottosegretario alla Cultura del governo Vittorio Sgarbi. La discussione verte sullo stadio di San Siro, che sarà con tutta probabilità abbattuto per fare spazio al nuovo impianto voluto da Inter e Milan, ma che Sgarbi è pronto a salvare anche attraverso un vincolo.

Ieri Sgarbi aveva detto: “Il Meazza non si tocca”. Per il critico d’arte l’impianto avrebbe già in realtà un vincolo perché ha più di 70 anni, e comunque “il permesso ad abbatterlo non arriverà mai dal ministero” almeno fino a quando lui sarà sottosegretario. Le affermazioni di Sgarbi hanno spinto Sala a scrivere una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni perché chiarisca quali sono le effettive deleghe di Sgarbi. “Lo stadio di San Siro è stato esaminato a lungo dalla sovrintendenza ed è stato definito che non era vincolabile. Non l’ho deciso io e se Sgarbi vuole fare il sovrintendente lo chieda al presidente del Consiglio”- ha tagliato corto Sala. Inter e Milan hanno commentato “L’iniziativa del Sindaco chiarisce che tutti gli enti preposti si erano già pronunciati negli anni scorsi per procedere alla riqualificazione dell’intera area di San Siro e alla progettazione del nuovo stadio. Attendiamo la fine del dibattito pubblico per poi proseguire senza intoppi nell’iter in corso con la progettazione definitiva e con tempi certi per l’inizio dei lavori”