Sarebbe un missile della contraerea ucraina che ha sbagliato rotta quello lanciato sulla Polonia, ma di certo  “non un attacco deliberato contro la Polonia” né alla Nato. Ma c’è voluta un’intera notte di tensione, contatti, avvertimenti, riunioni, mentre a Bali si teneva la giornata di chiusura del G20, per arrivare sì a condannare la Russia per i continui bombardamenti sulle infrastrutture, anche civili, dell’Ucraina, costretta dal canto suo a difendersi con la contraerea, ma a non considerare il missile caduto ieri nel villaggio polacco di Przewodow  una dichiarazione di guerra del Cremlino.

Dopo le informazioni degli 007 Usa che ipotizzavano un colpo fuori traiettoria della difesa aerea ucraina, è stato lo stesso presidente polacco Andrzej Duda ad ammettere la possibilità di uno “sfortunato incidente”. Cui ha fatto eco il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, dopo la riunione straordinaria del Consiglio Atlantico: “Le indagini sono in corso, gli esiti preliminari dicono che sia stato un missile ucraino” di cui però “Kiev non ha colpe. Non ci sono indicazioni di un attacco deliberato contro l’Alleanza, che ha comunque rafforzato la sorveglianza sul lato orientale, sia con truppe di terra sia con difese aeree”, ma non ci sarà alcuna no-fly zone, a lungo invocata da Kiev nelle prime settimane di conflitto prima di incassare le ampie forniture militari necessarie alla propria difesa. Russia e Occidente concordano sul fatto che si sia trattato di un missile S-300 di fabbricazione russa, ma in dotazione anche alle forze ucraine. Volodymyr Zelensky, invece, non ha dubbi: “Il missile era russo”, ha dichiarato riportando informazioni ricevute dal comando delle sue forze armate e dell’aeronautica.
La Russia insiste nel dire che i suoi obiettivi sono solo “militari”, di non aver mai colpito al di là di 35 km dal confine con la Polonia, e che la distruzione di aree residenziali o civili a Kiev o altrove sono causati dai missili terra-aria dei sistemi di difesa “ucraini e stranieri”. Mosca tuttavia ha apprezzato la prudenza con cui gli Stati Uniti hanno commentato l’accaduto nell’immediato, mentre altri Paesi hanno subito accusato la Russia con una certa “isteria”. E ha convocato l’ambasciatore polacco per esprimergli il proprio disappunto.