Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto del Ministero della Salute che aggiornava le tariffe delle prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), incluse nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Il decreto, atteso dal 2017 e pubblicato lo scorso novembre, doveva entrare in vigore il 30 dicembre 2024, ma è stato bloccato a seguito di un ricorso presentato da centinaia di strutture e laboratori accreditati insieme a diverse associazioni di categoria.
Secondo i ricorrenti, rappresentati dagli avvocati Giuseppe Barone e Antonella Blasi, il decreto non tiene conto dell’aumento dei costi produttivi e delle difficoltà operative generate dalla pandemia e dalla crisi economica. Inoltre, l’istruttoria preliminare sarebbe risultata “incompleta e lacunosa”, senza una rappresentazione adeguata dei costi reali e delle esigenze delle strutture sanitarie accreditate.
Il giudice amministrativo ha inoltre rilevato l’assenza di urgenza nell’adozione del provvedimento, dato il lungo periodo trascorso dall’ultimo aggiornamento dei tariffari (1996 per la specialistica ambulatoriale e 1999 per la protesica).
Il nuovo tariffario, che prevedeva un investimento di oltre 550 milioni di euro, avrebbe introdotto oltre 3.000 prestazioni innovative, tra cui:
Tecnologie avanzate: arti artificiali, apparecchi acustici digitali, sensori di comando e dispositivi di riconoscimento vocale.
Nuove cure: radioterapia stereotassica, enteroscopia con microcamera ingeribile e adroterapia.
Salute pubblica: diagnosi e monitoraggio della celiachia, screening neonatali e consulenze genetiche.
Procreazione medicalmente assistita (Pma): tariffe complete per l’intero percorso delle coppie, comprese le procedure di reperimento dei gameti.
Con la sospensione, si profila un quadro di incertezza sia per i cittadini, che vedono rinviate cure molto attese, sia per le Regioni, che devono aggiornare i loro sistemi informatici per integrare le nuove tariffe e prestazioni.
Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, ha criticato duramente l’operato del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, definendo il provvedimento “un pasticcio” e un segnale della crisi del sistema sanitario pubblico.
Il Tar ha fissato un’udienza per il 28 gennaio 2025, durante la quale si discuterà il ricorso in sede collegiale. Nel frattempo, il blocco rischia di allungare ulteriormente i tempi per l’implementazione dei nuovi Lea, attesi ormai da quasi otto anni.










