L’artigiano di San Tomà chiude ma trasloca a Marghera

 Lo conosciamo praticamente da sempre, da quando post-adolescente e ribelle contestava la bottega artigiana del padre. Mario Gabbiato in quella bottega dall’interno confuso e pieno di tutto,senza concessione al progresso, vero esercizio storico da incorniciare, c’è finito nel 1989, subentrando al genitore. Ha retto per anni, fin che ha potuto, confessando il desiderio di smettere, di chiudere tutto perché vendere qualche stampa e qualche cartolina ai turisti non bastava per vivere e soprattutto non dava soddisfazione. Poi evidentemente una botta d’orgoglio gli ha fatto cambiare idea.Lo scopriamo dalle cronache del Gazzettino.   Lo storico corniciaio di San Tomà si trasferisce a Marghera. Pagherà un quarto dell’affitto rispetto al centro storico e con il servizio a domicilio per i clienti veneziani, opererà nella sua nuova sede in terraferma, al civico 5 di via Baldassare Longhena. E’ una  bella svolta, Mario ha la sua età e la sua dignità di intellettuale, prima che di artigiano. Non si butta via un patrimonio di cultura e di venezianità. Nella sua bottega trovavi cornici e quadri di pregio, litografie e schizzi. Le cartoline erano appese fuori, per turisti di passaggio.
Mario ha cambiato aria anche perché è cambiato il contesto nel quale  – occhialetti alla John Lennon e barba sempre più lunga e bianca – ha lavorato per più di trent’anni.  C’erano botteghe e mestieri, oggi non c’è più niente, praticamente solo chincaglierie, gli incassi derivavano per il 60 per cento dal lavoro sulle cornici, per il 40, invece, da articoli più turistici come poster, cartoline e stampe lavorate  da lui, piante storiche e riferimenti culturali del luogo come il Leone di Vittore Carpaccio. Venezia sempre a soggetto.Ma l’oggettistica più ricercata e fatta a mano non tira più, c’è un generale declino di mestieri. E’ arrivato anche il caro affitti che ha reso Venezia impraticabile per gli artigiani come Gabbiato. Ma alla fine è arrivata l’opportunità di Marghera. La bottega vicino a casa sua e  in una zona sprovvista di un corniciaio. E una sfida che da pensionato innamorato di Venezia e del lavoro che fu di suo padre: non perdere i clienti veneziani. Li servirà a domicilio sobbarcandosi l’incombenza del trasporto. Affida al vento e ai media il suo numero (340/4951592). Siamo tutti con Mario, arrendersi non serve a nulla

G.T.