ROMA- Nonostante l’attenzione mediatica internazionale si sia spostata verso l’Iran, la guerra a Gaza prosegue senza tregua. Secondo quanto riferito dalla Protezione civile locale, gestita da Hamas, solo nelle ultime 24 ore si contano almeno 72 vittime, di cui 21 uccise mentre attendevano aiuti umanitari davanti a centri di distribuzione.

Il ministero della Sanità di Hamas aggiorna un bilancio ormai drammatico: 55.706 morti e 130.101 feriti dall’inizio del conflitto il 7 ottobre 2023. Numeri che non possono essere verificati in modo indipendente, ma che danno la misura della devastazione.

Bombardamenti su aree residenziali di Jabalia e Gaza City hanno causato numerosi morti, inclusi bambini e donne. In un solo raid su Jabalia nel pomeriggio, si contano 16 vittime, tra cui due minori e una donna.

Diplomazia distratta, Gaza resta ai margini
Mentre si moltiplicano i raid, il dramma umanitario della Striscia scivola in secondo piano nelle agende diplomatiche. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in colloquio con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha trattato soprattutto il dossier Iran, citando solo marginalmente il tema Gaza e richiamando la dichiarazione del G7 in Canada, che ha chiesto un cessate il fuoco.

Anche il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha discusso della situazione con il segretario di Stato USA Marco Rubio, ma la questione resta senza sviluppi concreti.

Nel silenzio internazionale, a Gaza si continua a morire, spesso mentre si cerca solo del cibo per sopravvivere.