MATERA- L’ANCRI celebra il trentennale della strage di Capaci con uno sguardo alle prossime generazioni.

 

 

di Francesco Tagliente
“Negli ultimi tempi stiamo registrando un nuovo fenomeno criminale e sociale. Qualcosa di più delle baby gang. Nuovi gruppi criminali minorili capaci di aggressioni violente anche con le armi.
A fronte di questo degrado, etico e morale, abbiamo il dovere di domandarci se oltre alla risposta penale – che può avere efficacia sul singolo autore e comunque interviene a valle del reato – sia necessario chiedere di più a tutte le maglie della rete educativa.
Sappiamo bene che alla formazione e sviluppo della personalità concorrono fattori organici, psichici e ambientali come quello familiare, scolastico e sociale. Un proverbio popolare, che rispecchia la saggezza antica, dice “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Dimmi in quale contesto familiare, scolastico, e sociale sei cresciuto e ti dirò che cittadino sarai.
Sono in tanti ad attribuire la responsabilità alle famiglie e al mondo della scuola. In effetti è sotto gli occhi di tutti l’affievolimento della responsabilità genitoriale e dell’autorevolezza di alcuni rappresentanti del mondo della scuola. Io sono però dell’avviso che la responsabilità maggiore di questo degrado vada ricondotta ai cattivi educatori del mondo della comunicazione e dei social.
In alcuni dibattiti televisivi viene consentito un linguaggio violento e carico di odio. Per non parlare dei social network. Sono fenomeni assai inquietanti. Il linguaggio aggressivo e le immagini violente alimentano aggressività e violenza.
A determinate fasce di età, lo spirito di emulazione è tanto più forte quanto è più debole la capacità di selezionare, analizzare e distinguere.
I cattivi educatori vanno fermati. Spetta a noi formare i ragazzi al rispetto dei valori e al senso di responsabilità, soprattutto con l’esempio. Non possiamo aspettarci che i giovani lo facciano da soli.”
Così ha parlato il Prefetto Francesco Tagliente alle celebrazioni del trentennale delle stragi di mafia, organizzato a Matera dalla Presidenza nazionale e dalla Sezione territoriale di Matera dell’Associazione Nazionale insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI).
È stata l’occasione per celebrare la Giornata Nazionale della Legalità rendendo omaggio a tutte le vittime innocenti delle mafie guardando al futuro delle prossime generazioni. Non è stato un caso che i protagonisti principali della giornata sono stati proprio gli studenti e alunni degli istituti scolastici di Matera (il Liceo Classico E.Duni, l’ITCG Loperfido-Olivetti e l’Istituto Comprensivo Fermi). Una celebrazione che il Prefetto Tagliente ha voluto finalizzare alla promozione dei principi, dei valori e dei simboli della Repubblica
Le celebrazioni sono state aperte con la proiezione di un video dell’inno nazionale intonato dal Tenore Francesco Grollo a Coverciano in occasione dell’intervento di Michele D’Andrea per svelare, ai Calciatori azzurri in ritiro, il significato autentico dell’inno nazionale che – ha detto il prefetto Francesco Tagliente moderatore dei lavori – non è una canzonetta e va intonato nella versione originale, possente e dinamica di canto di popolo. Il prefetto Tagliente ha colto l’occasione per ricordare che durante l’esecuzione dell’inno nazionale si assume la posizione eretta con le braccia distese lungo i fianchi, e che non è previsto portarsi la mano destra all’altezza del cuore, o addirittura tenere le braccia conserte, le mani in tasca o dietro la schiena, che potrebbe apparire addirittura come una mancanza di rispetto.
A seguire è stato proiettato un toccante video realizzato dal Dipartimento della Polizia di Stato per celebrare il trentennale delle stragi di mafia
Dopo i saluti istituzionali del Sindaco di Matera Domenico Bennardi, da Luigi Fusaro, Antonio Montalbano e Francesco Salvatore dell’ANCRI , dell’Ispettrice dell’Ufficio Scolastico, Regionale Basilicata Rosaria Cancelliere e del Prefetto di Matera Sante Copponi sono scesi in campo gli studenti con la presentazione di un video “Assenti ingiustificati. Le vittime innocenti di mafia “realizzato da Sabrina Charis Dragone del Liceo Classico E. Duni,
Sono quindi intervenuti il Magistrato emerito di Cassazione Benito Melchionna, il magistrato Onorario Giorgio Labella e Don Antonio Coluccia Prete sotto scorta, impegnato a combattere la criminalità organizzata attraverso il Vangelo.
Sono tornati da protagonisti gli studenti con l’intervento di Eustachio Ambrosecchia e Rosanna Favale, in rappresentanza dell’Istituto Tecnico statale Commerciale e per Geometra ITCG Loperfido-Olivetti sul tema “Legalità e scuola”
Dopo l’intervento dell’avvocato Camillo Rossi, del Foro di Roma è stato proiettato un video clip su Valerio Catoia, il giovane eroe affetto da sindrome di down, della onorificenza di Alfiere della Repubblica per aver salvato la vita a una bimba che stava annegando a mare a Sabaudia e premiato dal Presidente dell’ANCRI Tommaso Bove come cittadino virtuoso dell’ANCRI. E’ intervenuta anche Pierangela Giaquinto ideatrice di un “memorial dei giudici Falcone e Borsellino, organizzato ieri al Castello Aragonese di Taranto.
A seguire è intervenuto il Commissario della Polizia di Stato Marco Valerio Cervellini della Polizia Postale e delle comunicazioni promotore delle campagne di sensibilizzazione sulla navigazione sicura dei minori e degli adulti, sulla rete internet ed esperto di contrasto del crimine informatico della Polizia Postale e delle comunicazioni.
Gli interventi si sono proseguiti con l’esperienza raccontata dagli alunni, dagli insegnanti e dalla dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Fermi Isabella Abbatino.
“Celebrare le giornate dedicate alla memoria delle vittime, ricordare Falcone e Borsellino – ha concluso il Prefetto Tagliente non è finalizzato solo a non dimenticare l‘orrore di quello che è accaduto e denunciare che ancora oggi assistiamo a crimini contro l‘umanità, pratiche genocidarie, violazione dei diritti umani. Le ricorrenze istituzionali sono anche la grande occasione per rafforzare il senso civico dei cittadini e promuovere una pubblica riflessione sui valori fondativi repubblicani e sui principi fondamentali della nostra costituzione che pone al centro la persona con i suoi diritti e doveri”.
La cerimonia si è conclusa con il cantante pugliese Gaetano de Michele, riconosciuto dal Prefetto tra il pubblico, il quale ha regalato ai presenti il singolo “Grande amore” del gruppo musicale Il Volo, ricevendo numerosi applausi.