Non ci sarà nessun nuovo processo per la strage di Erba. La Corte di Cassazione ha definitivamente rigettato l’istanza di revisione avanzata dai difensori di Rosa e Olindo Bazzi, confermando così la condanna all’ergastolo per la coppia. A quasi vent’anni dai tragici eventi dell’11 dicembre 2006, la vicenda giudiziaria sembra dunque giungere alla sua conclusione.

La Suprema Corte ha accolto le argomentazioni della Procura generale, che ha definito “mere e astratte congetture” le nuove prove presentate dalla difesa. Secondo il procuratore generale Giulio Monferini, gli elementi alla base della condanna rimangono solidi: le dichiarazioni del sopravvissuto Mario Frigerio, le confessioni dei coniugi (successivamente ritrattate) e le tracce ematiche. Già lo scorso luglio, la Corte d’Appello di Brescia aveva dichiarato inammissibile l’istanza di revisione, escludendo l’esistenza di prove nuove tali da giustificare la riapertura del processo.

Nonostante la chiusura del caso in Italia, gli avvocati di Rosa e Olindo Bazzi potrebbero rivolgersi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. “Valuteremo il ricorso alla giustizia europea dopo aver letto le motivazioni della sentenza”, ha dichiarato il legale Fabio Schembri.

Uno dei principali punti sollevati dalla difesa riguardava l’affidabilità della testimonianza di Mario Frigerio, che i legali ritenevano compromessa dall’inalazione del fumo generato dall’incendio appiccato dagli assassini. Tuttavia, i giudici di Brescia hanno ribadito la piena attendibilità della sua ricostruzione. Anche le confessioni di Olindo e Rosa, nonostante la successiva ritrattazione e le contestazioni sulla loro presunta vulnerabilità mentale, sono state considerate valide. Inoltre, è stata respinta la teoria secondo cui la macchia di sangue di Valeria Cherubini sulla Seat Arosa di Olindo fosse un elemento poco rilevante.

La Corte ha anche escluso la pista alternativa proposta dalla difesa, che ipotizzava un coinvolgimento della criminalità organizzata in una faida legata al traffico di droga. Nessun riscontro è stato trovato nemmeno per l’ipotesi di una cospirazione ai danni dei due imputati con la creazione di prove false. I fratelli Castagna, familiari di alcune delle vittime, si sono detti soddisfatti della sentenza, ribadendo la loro convinzione sulla colpevolezza dei coniugi Bazzi. “La Corte di Brescia ha analizzato correttamente l’istanza di revisione: non c’era nulla di nuovo, nulla di decisivo”, ha affermato l’avvocato di parte civile.

Mentre la giustizia italiana ha messo la parola fine al caso, resta da vedere se la difesa riuscirà a ottenere una revisione presso la Corte Europea, ultimo possibile spiraglio per Rosa e Olindo Bazzi.