Shock e dolore negli Stati Uniti per l’ennesima sparatoria in una scuola. A Minneapolis, un 23enne armato ha aperto il fuoco contro gli studenti e gli insegnanti riuniti per la messa mattutina nella chiesa della Annunciation Catholic School, a soli tre giorni dall’inizio del nuovo anno accademico.

Il killer, identificato come Robin Westman, si è presentato vestito di nero e, non riuscendo a entrare nell’edificio, ha sparato attraverso le finestre con un fucile e due pistole. Due bambini di 8 e 10 anni sono stati uccisi, mentre altri 14 minori e tre adulti sono rimasti feriti, sette dei quali in gravi condizioni. Dopo la strage, l’attentatore si è tolto la vita.

Secondo l’FBI, l’attacco è stato classificato come terrorismo e crimine d’odio contro i cattolici. Le indagini hanno rivelato che Westman aveva pubblicato online video inquietanti con minacce di violenza, riferimenti al suicidio e un’ossessione per i precedenti autori di massacri scolastici.

La tragedia ha suscitato immediata condanna politica e religiosa. Papa Leone, tramite un telegramma del cardinale Parolin, ha espresso cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime. Anche il presidente degli Stati Uniti, il governatore del Minnesota e numerosi rappresentanti politici hanno parlato di “atto orribile” e chiesto sostegno per le comunità colpite.

L’ennesima strage riporta al centro del dibattito il tema della violenza armata negli Stati Uniti, dove, secondo il Gun Violence Archive, dall’inizio dell’anno si sono già registrate oltre 190 sparatorie di massa.