MOBILITA’/ L’assessore si prepara ad aumentare le tariffe

 Il principio è quello ribadito da tempo e che il grillino Enrico Stefàno, da presidente della commissione mobilità ha fatto diventare un mantra: bisogna costringere i romani a lasciare le macchine a casa. A tutti i costi. E dunque aumentiamo ancora le strisce blu. Invece di centuplicare i posti per parcheggiare, incrementare le strisce bianche, ripensare e rendere perlomeno decenti i servizi pubblici. I romani pagano le tasse, gli italiani pagano le tasse e devono trovare delle amministrazioni pronte a farsi in quattro per farli vivere meglio. Ma Eugenio Patanè, assessore capitolino alla mobilità non ha fantasia e la pensa come Stefàno, picchiamo duro, tanto noi una macchina di servizio e un parcheggio lo troviamo sempre.
Lo sappiamo, Roma resta la città con il più alto numero di auto in rapporto alla popolazione. 629 auto ogni 1000 abitanti. Un dato, peraltro in crescita, che certifica le difficoltà, se non il fallimento, delle politiche messe in campo per favorire la mobilità sostenibile. Sostenibile in questo caso sottintende il concetto di “punizione”. E certo non può essere accettato senza discutere. Dunque sì  – e senza contropartite  – a forme che disincentivano il ricorso al mezzo privato, come le Ztl, l’ecopass per accedere al centro e le strisce blu.
Patanè ci costruisce sopra una filosofia“Voglio spezzare una lancia verso questo strumento di regolazione, la sosta tariffata, inserita agli inizia degli Anni 90 nella nostra città. Non è uno strumento per fare cassa” , dice. Perché, le strisce blu, hanno tre funzioni: “ordinano la sosta su strada, garantiscono la rotazione delle autovetture, ed agiscono da disincentivo al traffico privato”. Rinunciare alla sosta tariffata, disegnando di bianco i posteggi a pagamento,  ribadisce, finisce per disincentivare l’uso del mezzo pubblico. La riduzione delle strisce blu, quindi, va ad incidere negativamente sulla scelta di ricorrere al trasporto pubblico locale. Troppo comodo come ragionamento. “Tutte le volte che sono stati presi provvedimenti che hanno tolto stalli di sosta tariffata la conseguenza è stata un decremento sensibile della bigliettazione del trasporto pubblico”, ammette l’assessore.  E qui casca l’asino. Come si sostiene l’Atac?  Dunque niente aumento e miglioramento dei mezzi pubblici, niente apertura di nuovi parcheggi gratuiti. Ma aumento degli stalli a pagamento:  “Ne abbiamo 70mila e dobbiamo arrivare a 100mila”, dice l’assessore. Complimenti.

Giu.Ter.