REGGIO CALABRIA – Il centrodestra conserva il collegio uninominale Reggio Calabria-Locri. Alle elezioni suppletive per la Camera del 27 e 28 settembre, Fabio Roscioli, candidato sostenuto dalla coalizione di centrodestra, è stato eletto deputato con il 51,02% dei voti. Alle sue spalle Francesco Antonio “Frank” Benedetto, espressione della coalizione di centrosinistra, con il 36,59%, mentre Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale, ha raggiunto il 10,94%. Francesco Toscano, di Democrazia Sovrana Popolare, si è fermato all’1,44%. I risultati definitivi, riportati sulla base dei dati di Eligendo, confermano quindi l’assegnazione del seggio a Roscioli.
La consultazione si era resa necessaria dopo le dimissioni dalla Camera di Francesco Cannizzaro, esponente di Forza Italia eletto sindaco di Reggio Calabria nel maggio 2026. Il collegio coinvolge 71 comuni dell’area metropolitana reggina e comprende 345.788 aventi diritto, dei quali 58.729 residenti all’estero.
Roscioli, avvocato e dirigente nazionale di Forza Italia, ha dunque mantenuto al centrodestra un seggio che alle politiche del 2022 era stato conquistato da Cannizzaro. Il risultato ha assunto un significato politico più ampio anche per la presenza, alla destra della coalizione di governo, di Futuro Nazionale, che partecipava per la prima volta a un appuntamento elettorale con il proprio simbolo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha interpretato il risultato come una conferma della compattezza della coalizione, sottolineando la vittoria sul fronte delle opposizioni riunite a sostegno di Benedetto. La coalizione progressista comprendeva diverse forze del centrosinistra e del cosiddetto “campo largo”.
La campagna elettorale aveva concentrato particolare attenzione proprio sul confronto interno all’area di destra. Futuro Nazionale aveva candidato Domenico Giannetta, già esponente di Forza Italia e in passato capogruppo azzurro nel Consiglio regionale della Calabria. La candidatura era stata ufficializzata ad agosto dal partito guidato da Roberto Vannacci.
Il 10,94% ottenuto da Giannetta costituisce il primo risultato alle urne di Futuro Nazionale con il proprio simbolo. Il dato è superiore all’8% attribuito al movimento da alcune rilevazioni nazionali nelle settimane precedenti, ma il confronto richiede cautela: un’elezione suppletiva in un singolo collegio, con un candidato dotato di una precedente presenza politica locale, non è direttamente comparabile con un sondaggio condotto sull’intero elettorato nazionale. Ad agosto una rilevazione BiDiMedia citata dall’ANSA aveva indicato Futuro Nazionale all’8%.
Vannacci aveva attribuito grande importanza alla consultazione. Durante la campagna elettorale aveva anche affermato di voler ottenere un risultato superiore a quello raggiunto dall’AfD in Sassonia, una dichiarazione che aveva contribuito ad alzare le aspettative politiche attorno al voto. Dopo lo scrutinio, il leader di Futuro Nazionale ha invece sottolineato soprattutto il superamento della soglia del 10%, descrivendolo come un punto di partenza per il nuovo movimento.
Il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto ha replicato con toni polemici al risultato di Futuro Nazionale, mentre nel centrodestra diverse dichiarazioni hanno messo l’accento sulla capacità della coalizione di conservare il collegio nonostante la candidatura dell’ex esponente azzurro Giannetta.
Sul versante opposto, Frank Benedetto, medico cardiologo e candidato sostenuto da un ampio schieramento di centrosinistra, ha raccolto il 36,59%. Benedetto ha riconosciuto la vittoria dell’avversario e ha indicato nell’astensionismo uno degli aspetti sui quali riflettere dopo la consultazione.
La sua candidatura aveva riunito varie componenti dell’opposizione. Le fonti consultate descrivono infatti un’alleanza comprendente, tra gli altri, Partito democratico, Movimento 5 Stelle e altre forze del centrosinistra; la composizione riportata dalle diverse cronache non è però del tutto uniforme nei dettagli, motivo per cui il dato politicamente più solido è quello della convergenza di un ampio fronte progressista sulla candidatura di Benedetto.
Uno dei numeri più rilevanti della giornata è quello dell’affluenza: ha votato il 22,34% degli aventi diritto. Alle politiche del 2022, quando però la consultazione si svolse in una sola giornata e riguardava l’intero rinnovo del Parlamento, nel collegio la partecipazione era stata del 49,40%. Il paragone va quindi letto con prudenza, sia per la diversa natura del voto sia per il fatto che una suppletiva mobilita normalmente meno elettori di un’elezione politica generale.
Sul dato incide inoltre la struttura particolare del corpo elettorale: su 345.788 aventi diritto, 58.729 risultano residenti all’estero, una quota significativa del totale.
La consultazione interessava 487 sezioni e numerosi centri dell’area metropolitana, tra cui, oltre a Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Scilla, Melito di Porto Salvo e altri comuni del collegio.
Le suppletive reggine hanno attirato un’attenzione superiore a quella generalmente riservata a una competizione per un singolo seggio, soprattutto perché hanno rappresentato il primo confronto diretto alle urne tra il centrodestra e Futuro Nazionale.
Il risultato consegna il seggio a Roscioli con una maggioranza assoluta dei voti espressi, mentre il 10,94% di Giannetta fornisce a Futuro Nazionale un primo dato elettorale concreto. Non consente tuttavia, da solo, di misurare i rapporti di forza nazionali: il collegio reggino presenta caratteristiche politiche e territoriali specifiche e Giannetta disponeva di una precedente esperienza e di un proprio radicamento locale. Alle ultime regionali, secondo le cronache ANSA, aveva ottenuto circa diecimila preferenze sotto le insegne di Forza Italia.
Per le forze politiche, dunque, il voto di Reggio Calabria offre indicazioni da analizzare soprattutto sul piano locale: il centrodestra conserva il seggio lasciato libero da Cannizzaro, il centrosinistra resta sotto la soglia del 40% e Futuro Nazionale registra il suo primo risultato elettorale a doppia cifra. Il dato più trasversale resta però quello della partecipazione, con poco più di un elettore su cinque recatosi alle urne.










