Tanto rumore per nulla. Qualcuno deve spiegare agli italiani perché il presidente del consiglio ha inventato una task force di primi della classe, l’ha messa in mano al super manager Colao, per ottenere un piano di rilancio dell’Italia (due mesi di lavoro, 121 pagine in larga parte scontatissime nelle loro con clusioni) e oggi non sa che farsene. I buoni consigli sono quelli ovvi che qualsiasi italiano di buon senso si immaginerebbe e che l’opposizione da tempo offre a Palazzo Chigi. Difficili da realizzare e imbarazzanti per ma maggioranza che sostiene Conte, Dunque che fare? Il piano finirà per rivelarsi un boomerang? Che sceneggiata è quella degli Stati Generali? Tanto fumo negli occhi della opinione pubblica che d’altra parte ne ha abbastanza di questa situazione. In poche parole,  il piano Colao non serve più, è  un doppione degli Stati Generali ma ufficialmente non si può dire e bisognerà comunque trovargli una collocazione.  Troppe task force , niente di concreto. Fuffa. Pare che Conte non abbia ancora deciso se invitare Colao alla kermesse: tropo alto il rischio che gli rubi la scena e troppo alto il rischio che con il suo piano finisca per mettere in luce debolezze e ritardi del governo